Non sono partito dallidea di creare in Italia un
genere fantastico, la mia è stata semplicemente una sorta di ribellione
ai luoghi comuni della critica ufficiale cinematografica. Ho voluto dimostrare
che anche in Italia é possibile realizzare tutti i tipi di film, anche
quelli che esulano dalla nostra cultura.
 razie allo spirito combattivo di
questo regista che nasce in Italia il cinema horror. In un Egitto che
già muove i primi passi verso lindipendenza, il piccolo Riccardo
Freda ha la fortuna di avere una madre cinefila, che trascorre insieme al
figlio i momenti liberi nelle sale di Alessandria. Un film in particolare
rimane impresso nella mente di Riccardo: Cabiria un colossal
storico-bibblico che influenzerà la sua passione per i peplum. Si
trasferisce a Milano dove continua gli studi, interessandosi particolarmente
alla pittura ed alla scultura, diventa critico teatrale. A metà degli
anni 30 si trasferisce a Roma dove è appena nata (per volere di
Mussolini) la vetrina culturale di Cinecittà. Comincia la sua
attività cinematografica scrivendo soggetti e sceneggiature, tra cui
Lasciate ogni speranza scritto per il veterano Righelli. Freda
rimane sbalordito per il modo antiquato di Righelli di girare e di operare i
tagli. Decide così di passare allazione realizzando nel 1942 il
suo primo film: Don Cesare di Bazan con cui di mostra le sue grandi capacità tecniche,
unottima fotografia e delle scene abbastanza ardite per lepoca.
Freda dimostra una grande passione per gli adattamenti letterali, realizza
così durante la sua carriera Aquila nera e La vendetta
dellAquila nera, I miserabili (realizzato senza mai
abbandonare gli studi di cinecittà!), Il figlio di
dArtagnan, Il Conte Ugolino, Giulietta e Romeo,
Le due orfanelle. Ma Freda é stato anche il maestro dei
peplum, nel 1952 realizza Spartaco (rifatto poi da Kubrick) con
Massimo Girotti e Gianna Maria Canale (la cui carriera sarà legata a
quella del regista), nel 1954 la Canale è Teodora,
limperatrice di Bisanzio da alcuni considerato il capolavoro di
Freda, segue la saga di Maciste (i film di Freda che hanno avuto il maggior
riscontro ai botteghini) di cui Maciste allInferno (1962)
é sicuramente il più famoso.
Nel 1956 viene realizzato in Italia il primo film horror. La
nascita di questo genere é legata ad una scommessa....Freda rivolto ai
produttori Donati e Carpentieri, affermò che era in grado di girare un
film in sole due settimane, i due risposero che era impossibile (chiedere a
Roger Corman!!), ma spinti dallinsistenza del regista contattarono un
grosso distribu tore chiedendo se era
disposto a distribuirlo lui ....accettò! Così Freda stese
velocemente una sceneggiatura: I Vampiri fu girato in 12 giorni. La
storia era ambientata a Parigi, ma grazie ai modellini e ai trucchi realizzati
insieme a Mario Bava (allora stimato direttore della fotografia) il film fu
girato interamente a Cinecittà. I Vampiri incassa
pochissimo, inoltre i produttori inseriscono una parte poliziesca (affidata a
Bava) in modo da attenuare la visione onirica e gotica di Freda. Il mito del
vampiro visto da Freda é decisamente innovativo e singolare, niente
mostri, bare, crocifissi e paletti di frassino, ma solo la frenetica ricerca
della giovinezza per la quale si é disposti a fare qualsiasi cosa senza
alcun rimorso. La stupenda fotografia in bianco e nero di Bava, le deliranti
scenografie, lambigua depravazione della duchessa (Gianna Maria Canale) e
le geniali trovate di Bava per gli effetti speciali, fanno di questo film
unopera innovativa nel suo genere. Anche se quasi totalmente inosservato
in Italia, I Vampiri riscuote un buon successo di critica e di
pubblico in Francia (sorte che toccherà ad altri film italiani di
genere).
Nel 1959 Freda ritorna a fare scalpore con Caltiki, il
mostro immortale, questo film inaugura la moda italiana degli pseudonimi
stranieri, Riccardo Freda é Robert Hampton, Mario Bava (direttore della
fotografia) é John Foam. Lo sceneggiatore Saint Just si ispira ad un
antica leggenda messicana, riuscendo a costruire una storia appassionante, in
cui due scienziati che svolgono delle ricerche nella giungla messicana,
risvegliano qualcosa che avrebbe dovuto dormire per sempre, Caltiki è
una sorta di ameba gigante creata da Bava con interiora di animali, che
distrugge ogni essere vivente che incontra. Freda non ha mai riconosciuto
questo film come suo, in effetti decise di farlo proprio per il suo amico
Mario. Bava lavorava come direttore della fotografia per Pietro
Francisci, ma in realtà era lui stesso a
dirigere il film, scegliere le inquadrature, creare gli effetti, dirigere gli
attori...insomma faceva lui il film. Ma nonostante fosse lui il fautore del
successo di Francisci, questi alle sue spalle ne parlava malissimo, Freda,
venutone a conoscenza, spinse Bava a rompere questa collaborazione, e proprio
per dare unaltra opportunità di lavoro allamico scrisse
insieme a lui il soggetto di Caltiki che poi Freda presentò alla
produzione. Tra laltro Freda abbandonò il set pochi giorni prima
della conclusione (disaccordi con la produzione) per cui Bava diresse da solo
il finale. E il 1962 e Freda ritorna ad incunearsi nel mondo delle
tenebre con la sua opera migliore e perversa, Lorribile segreto del
dr. Hichcock . La storia per lepoca è scioccante, infatti il
dr. Hichcock (Robert Flemyng) é un necrofilo che per avere
lillusione di unirsi ad una morta, somministra alla moglie (Barbara
Steele) un anestetizzante che procura un effetto catalettico. La censura
italiana operò numerosi tagli (tutte le scene in cui Hichcock bacia la
moglie anestetizzata) in modo da rendere la vicenda poco chiara, tanto che alla
fine non si capisce che luomo é un necrofilo.
Un anno dopo il dr. Hichcock, ritorna con Lo
Spettro, il protagonista maschile é interpretato da Leo G. Elliot
(Elio Iotta), mentre Barbara Steele é sempre la protagonista femminile.
La storia non ha nulla a che vedere con il precedente capitolo qui il dr.
Hichcock (costretto su di una sedia a rotelle) é vittima della congiura
tra la moglie e lamante, che lo uccidono per impossessarsi dei suoi
averi. Gli amanti verranno perseguitati dal suo spettro, che in realtà
non è un entità soprannaturale, ma solo il marito che avendo
scoperto la tresca ha inscenato la propria morte. Il film é un giallo
dalle tinte forti che in un ambiente angoscioso si nutre di un indimenticabile
crescendo di odio e follia, anche qui la
donna é vista come veicolo di malvagità e
tradimento e lo stesso dr. Hichcock, prima ignara vittima, dopo spietato
carnefice viene punito dal fato. Tutti coloro che commettono peccato meritano
una tremenda fine...questa é la filosofia frediana! Nel 1971, in piena
era giallo-horror italiano, Freda firma con lo pseudonimo di Willy Pareto
Liguana dalla lingua di fuoco. Un maniaco, visto come un
orrendo sadico minorato, sfigura le sue vittime col vetriolo dopo averle
uccise, un ex-poliziotto cerca di smascherarlo. Il film é un ottimo
thriller, che però non ha avuto il successo che meritava. Nel 1981 dopo
una lunga assenza dal set Freda a 70 anni gira il suo ultimo film ritornando al
genere fantastico con Murder Obsession che non gode di una buona
distribuzione. Il film riprende la scia dei gialli Argentiani, mantenendo
tuttavia una sua originalità, indimenticabile la scena finale, una
trasposizione cinematografica della pietà di
Michelangelo.
Lorrore mostrato da Freda, non scaturisce da mostri,
demoni o altre creature soprannaturali, né tantomeno da effetti
speciali, ma dal peccato, dalla colpa. I suoi personaggi sono condannati per la
mostruosità della loro anima ad una morte orrenda, che giunge come una
sorta di punizione divina, Freda era un rigido moralista per cui mostra le
deviazioni più oscure proprio per poterle punire con il consenso dello
spettatore, che in questo caso funge da giuria. Freda così come Bava e
Fulci, non venne mai considerato positivamente dalla critica italiana che lo
relegò tra gli autori di serie B, rivalutato in patria (in parte) solo
recentemente, conobbe un grande successo in Inghilterra, Francia e USA dove
tuttora é considerato uno dei più grandi autori del cinema
fantastico.
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