 a sua educazione, avendo perso
il padre giovanissimo, venne affidata ai nonni ed alla madre.
Uneducazione che sarà di stampo molto classico, fu infatti
iscritto in una scuola militare. Dopo aver terminato gli studi, a 16 anni,
venne imbarcato (su richiesta della madre) sul Conway dove
navigò per circa 5 anni raggiungendo il grado di secondo ufficiale. A 23
anni decise di cambiare vita, non essendo stato rapito dalla passione per il
mare, e trova lavoro in un negozio di tessuti. Agli inizi degli anni 30,
Terence Fisher comincia ad interessarsi al mondo del cinema, che tanto lo
affascinava, soprattutto dal punto di vista tecnico. Iniziò allora a
bazzicare gli Studios e pur di frequentare quellambiente accetta di fare
qualsiasi lavoretto, diventando così una sorta di tuttofare fino al
1934. Quasi cinque anni di gavetta riuscirono tuttavia a portare i loro frutti,
Fisher infatti raggiunse il suo intento, divenendo assistente al montaggio di
Ian Dalrymple e dopo solo due anni di ottimo lavoro divenne responsabile del
montaggio, carica che ricoprirà per 11 anni, fino al 1947. In
quellanno, la Rank Organization cercava nuovi registi per rinnovare il
proprio organico, e Fisher dopo lesperienza fatta nel montaggio, si senti
attratto da questa opportunità, dopo qualche lezione di carattere
puramente tecnico ed organizzativo, gli fu affidata la realizzazione di un
medio-metraggio.
Grande ammiratore di John Ford e Frank Borzage, mette in
pratica tutto ciò che ha appreso durante gli anni passati agli studios.
Il suo primo lavoro rappresenta anche la sua prima incursione nel mondo del
fantastico, infatti "Colonel Bogey" é la storia di un fantasma che
continua ad infestare la sua stessa dimora. Il film rappresenta una sorta di
esame per Fisher, che riesce a superare grazie alla sua grande preparazione
tecnica, ma risulta chiaro che dal punto di vista artistico e creativo il
regista é solo ai primi passi. La produzione soddisfatta del suo operato
gli commissiona la realizzazione di un secondo medio-metraggio "To the Public
Danger" e di un terzo "A Song for Tomorrow", sicuramente il meno riuscito dei
tre va ricordato solo perché fa la sua comparsa un giovane attore,
allepoca totalmente sconosciuto: Christopher Lee. Nonostante le critiche
non particolarmente favorevoli, la produzione gli offre la possibilità
di girare il suo primo lungo-metraggio. "Portrait From Life" narra la storia
del prof. Menzel che riconosce la figlia, scomparsa durante la seconda guerra
mondiale, attraverso dei ritratti esposti in una galleria darte. La regia
di Fiher é tecnicamente impeccabile e la capacità di dare spazio
allimprovvisazione degli attori, dona al film quella sensazione di
realtà che affascina lo spettatore. Tuttavia la povertà della
sceneggiatura non aiuta la storia a decollare.
Dello stesso anno é "Marry Me!" una
commedia che gira attorno a degli equivoci provocati da unagenzia
matrimoniale, Fisher lo ricorda come un film divertente da
realizzare. Nel 1949 gira due film in collaborazione con Anthony
Darnborough, il primo é "The Astonished Heart" non particolarmente
riuscito rifacimento di un opera teatrale, il secondo "So Long at the Fair..."
é invece un successo. La storia narra di due giovani inglesi che nel
1889 si recano a Parigi per vedere lesposizione universale, dopo una
notte in albergo la giovane donna svegliandosi si rende conto che il fratello e
la camera che occupava sono scomparsi, chiedendo informazioni alla reception si
sente rispondere che é stata vista arrivare da sola. Il film é
magistralmente diretto, il buon budget messo a disposizione viene rimarcato
dalle eccezionali scenografie, gli attori sono perfetti insomma un grande film.
Il 1951 segna lanno più importante per la carriera di Fisher; un
produttore William Hinds lo fa entrare in seno ad una compagnia in fase di
ricostruzione: la Hammer Films. Tanto per iniziare Terence Fisher gira nello
stesso anno ben 4 film di cui da segnalare solo il terzo della serie "A Stolen
Face". Lanno seguente la Hammer ed il regista inglese sconfinano nel
mondo del fantastico con due film: "Four Sided Triangle" e
Spaceways. Tra il 1953 ed il 1956 Fisher si allontana dalla Hammer
per girare una serie di film senza infamia e senza lode, che passano quasi
inosservati, da ricordare "Blood Orange" e "The Stranger Came Home". Nel 1956
Anthony Hinds richiama Fisher alla Hammer che proveniva da un discreto successo
dovuto al film Lesperimento del Dr. Quatermass e che da
questo momento decide di dedicarsi totalmente al genere fantastico.
Jimmy Sagster (sceneggiatore) e Terence
Fisher decidono di rileggere il romanzo di Mary Shelley in modo da allontanarsi
dai primi adattamenti cinematografici. La cosa che colpisce maggiormente in
"The Curse of Frankenstein" é che il protagonista non é
più la creatura, ma il barone Frankenstein (Peter Cushing), che viene
dipinto come un personaggio ambiguo, dallaspetto gentile e nobile, ma che
allinterno della sua magione si trasforma in un folle disposto anche ad
uccidere per raggiungere i suoi scopi. La creatura passa così in secondo
piano, ma il carisma ed il talento di Christopher Lee gli consentono di imporsi
ugualmente. Il film é un successo mondiale per fare un confronto,
incassò più de Il ponte sul fiume Kwai! Sulla scia
del successo di Frankenstein, alla fine del 1957 Fisher inizia le riprese di
Dracula, il conte della Hammer é decisamente diverso dai
precedenti cinematografici, la storia originale subisce dei tagli (effettuati
anche per abbassare il budget), e fanno la loro apparizione sullo schermo i
canini acuminati destinati a diventare principale caratteristica dei vampiri.
Il risultato é allaltezza delle aspettative, intorno al film
aleggia unaura malefica che rende Dracula (Christopher Lee)
agghiacciante, e la sua presenza (quasi sempre invisibile) riempie ogni
fotogramma di pellicola. Il film riscuote un successo colossale superiore al
precedente, anche se la critica si divide nei giudizi, in ogni caso da questo
momento i nomi di Christopher Lee, Peter Cushing, Hammer Films e Terence Fisher
saranno sinonimo di cinema horror. Sempre nel 1958 viene proposto il sequel di
"The Curse of F rankenstein": "The revenge of
Frankenstein", che pur essendo un ottimo film non riscuote lo stesso successo
dei precedenti, in quanto il Barone Frankenstein adesso é il solo
protagonista. Si cambia genere con "Hound of the Baskerville" in cui un
talentuoso Peter Cushing interpreta Sherlock Holmes e Christopher Lee é
Sir Henry Baskerville. Il film riscuote un discreto successo, ma il progetto di
realizzare una serie di film su S. Holmes non andrà in porto a causa
degli esorbitanti diritti sui romanzi di Conan Doyle che la Hammer non
può permettersi di acquistare. Nel 1959 tocca ad un altro classico del
cinema horror, La mummia, il film tuttavia tra la ristrettezza
economica e la povertà della sceneggiatura é tenuto su solo dal
talento degli attori e dalla maestria di Fisher. Nello stesso anno gira "The
Stranglers of Bombay", una raffinata messa in scena di sadismo e
crudeltà incorniciato da una fotografia in bianco e nero che colpisce lo
spettatore. Meno riuscito, a causa di una sceneggiatura poco incisiva e banale
é Le spose di Dracula.
Tra il 1955 e il 1958 Fisher si occupa anche di una serie
televisiva dedicata a Robin Hoods da cui verrà tratto un film che,
nonostante la presenza di Peter Cushing nelle vesti dello sceriffo di
Nottingham, non verrà ricordato certamente come uno dei lavori migliori
del regista. Si susseguono altri due classici del cinema horror visti da
Fisher, "Curse of the Werewolf" buon film, grazie anche allottima
interpretazione di Oliver Reed, e Il fantasma dellopera che
invece lascia un pò lamaro in bocca. Fortunatamente nel 1961
Fisher ritrova il magico duo Cushing-Lee ed un buono sceneggiatore.
Il risultato é Lo sguardo che uccide una buona trasposizione
cinematografica del mito della Gorgona.
Nel 1965 ritorna Dracula con "Dracula: Prince of Darkness". Lee
che non vuole essere rilegato per sempre nelle vesti del conte, accetta di fare
il film ma chiede di essere pagato alla giornata, ne consegue che, per
abbassare il budget, le apparizioni di Lee vengono
ridotte ai minimi termini e i suoi dialoghi quasi del
tutto cancellati, questo paradossalmente rende il film inquietante e la figura
di Dracula ancora più ambigua e misteriosa; questo sarà
lultimo Dracula di Fisher. Lo stesso anno dirige "Island of Terror" con
Peter Cushing, un film di fantascienza sullo stile di quelli americani degli
anni 50. Nel 1966 ritorna Frankenstein, stavolta però il
mostro é una donna, "Frankenstein Created Woman" é
piuttosto originale come soggetto, sia per il modo in cui il barone ritorna ai
suoi progetti e sia per come realizza il mostro. Nel 1967 Richard
Matheson scrive unottima sceneggiatura, Fisher é particolarmente
ispirato e Christopher Lee (appassionato conoscitore dellocculto)
totalmente calato nella parte, il risultato é "The Devil Rides Out". Nel
1969 la Hammer, a corto di idee decide di girare un nuovo Frankenstein e di
affidarne la regia, allormai esperto del mito, Fisher. "Frankenstein Must
be Destroyed" risulta come il più violento e uno dei meglio riusciti
della lunga serie. A causa di un incidente Fisher resterà inattivo fino
al 1972, lattenzione per i film horror va scemando, le buone
sceneggiature anche, quindi ritorna (per lultima volta) Frankenstein con
"Frankenstein and the Monster From Hell" che rappresenta il testamento
cinematografico di Terence Fisher.
La Hammer é in declino, Fisher smette definitivamente di
dirigere, ha 70 anni e si sente stanco e malato. Farà qualche
apparizione al Festival del Fantastico di Parigi insieme a Peter Cushing. Muore
di cancro il 18 giugno 1980. Fisher nella sua carriera non ha fatto solo
capolavori (anzi questi possono contarsi sulla dita di una mano), ma la cosa
più importante é che ha creato uno stile, rappresentando insieme
alla Hammer unepoca doro per il cinema fantastico, i films di
Fisher si identificano soprattutto con un gruppo di tecnici e con degli attori
che hanno saputo rinnovare e dare nuova dignità ad un genere divenuto
desueto.
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