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VIRUS: L’INFERNO DEI MORTI VIVENTI


 
AKA:  Hell of the Living Dead
Produzione:  Italia, 1980
Regia:  Bruno Mattei
Cast:  Margit Evelyn Newton, Franco Giraldi, Selen Karay, Robert O'Neal
 


Vi piace la carne umana? Questo è il film per voi. Del materiale radioattivo viene disperso nell’ambiente in Nuova Guinea dando di nuovo vita ai morti rendendoli dei fantastici “zombi cannibali”. Violenza estrema, corpi smembrati, tantissimo sangue rimarrà impresso sul vostro schermo. Questo è come ci viene presentata questa pellicola nel retro della vhs della Lamberto Forni, di certo un poco colorata ma che lascia intendere l’atmosfera che si respira in questo film; tanto tanto sangue, tante frattaglie, grandi scene indimenticabili, e lasciamo stare le frasi che rimarranno nella storia del trash mondiale (Santoro che cazzo fai!), questo è il capolavoro di Bruno Mattei (qui firmato col nome di Vincent Dawn). Il film fu girato per motivi economici (come tutti i film del regista romano) e cercò di sfruttare il periodo che vide Zombi di Romero sbancare i botteghini.

Stupendo il pretesto scelto per scatenare l’orda di morti viventi (le multinazionali preparano un virus per combattere la sovrappopolazione del mondo!!!), il film è tutto un susseguirsi di comicità involontaria, c’è un Franco Garofano (caratterista feticcio nei film di Mattei) che da il meglio di se e che verrà sempre ricordato per il personaggio che interpreta in questa pellicola (il già citato Santoro). Il sangue e le frattaglie abbondano lungo tutto lo scorrere della storia, effetti fatti in casa e palesemente falsi ma che rendono bene il loro scopo; i morti viventi sono semplici uomini con del trucco grigio/violaceo in faccia giusto per distinguerli dagli altri esseri viventi. Molte scene (come mi ha anche spiegato di persona il mitico Mattei) sono state improvvisate al momento e fungevano solo da riempitivo per riuscire a portare la pellicola nelle vicinanze dei 90 minuti, sempre a questa funzione sono stati aggiunti spezzoni tratti da vari documentari (il più presente è sicuramente “Uomo Mangia Uomo – Nuova Guinea l’isola dei cannibali”), la differenza spropositata di colore fra le parti del film e quelle tratte dai documentari sono davvero imbarazzanti.

Un film che rimarrà comunque nella storia del cinema fatti in scantinato, chiunque non abbia ancora avuto il piacere di visionare tale capolavoro (!!!) si sbrighi a richiederlo alla videoteca più fornita che conosca, il film è da poco uscito fuori catalogo e non riuscirete più a ritrovarlo, almeno che non venga ristampato in dvd ma dubito fortemente di questo (almeno in tempi brevi). Bruno Mattei, un maestro di vita, un maestro di cinema, un maestro di immondizia visiva, questa è la sua opera migliore, il suo capolavoro, deve essere visionato assolutamente, non vorrete mica fare un così grande torto all’arte italiana nel mondo e nella storia??? Solita precisazione, chI crede di trovare una traccia di serietà e di cinema ben fatto stia alla larga da questo film. SOLO PER PALATI FINI (!!!)

 
PISY


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