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L'ULTIMO TRENO DELLA NOTTE


 
Conosciuto anche come:  Night Train Murders
Produzione:  Italia, 1975
Regia:  Aldo Lado
Cast:  Dalila Di Lazzaro, Macha Merrill, Flavio Bucci, Irene Miracle, Gianfranco De Grassi, Enrico Maria Salerno
 


Dopo aver esplorato mondi onirici ed ambientazioni tipicamente in stile thriller anni '70 con i buoni "La corta notte delle bambole di vetro" e "Chi l'ha vista morire?", Aldo Lado si propose al pubblico cinematografico con una pellicola forte, violenta e decisamente debitoria nei confronti della "urban violence" di "L'ultima casa a sinistra" di Wes Craven e vagamente ispirata a "la fontana della vergine" di Ingmar Bergman. Nonostante gli evidenti riferimenti il film in questione rappresenta un ottimo capitolo nella filmografia del regista croato e dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che il cinema di denuncia, il cinema che si "nutre" di motivi sociali gli italiani l'hanno sempre saputo fare (a tal proposito non scordiamoci ad esempio dei cult di Di Leo oppure del Deodato di "La casa sperduta nel parco").

Basato su un soggetto di Roberto Infascelli ("La polizia sta a guardare", 1973) ed Ettore Sanzò, "L'ultimo treno della notte" si apre sulle note di una struggente "A Flower's All You Need" di Demis Roussos ed esplode subito in un dualismo antitetico ben architettato dal regista, tra la violenza folle delle immagini e la dolcezza della colonna sonora, una colonna sonora che per tutto il film rappresenterà un punto focale grazie alla maestria del grande Ennio Morricone nel giostrare due strumenti musicali: batteria elettronica ed armonica a bocca. Le scorribande, gli scippi e la violenza in perfetto stile "Arancia Meccanica" perpetrata ai danni d'un innocuo signore vestito da Babbo Natale ci introducono da subito nel mondo sadico de "Il fusto" e "Il grasso", il duo di teppisti interpretato in maniera ottima dal sempre bravissimo ed allora quasi esordiente Flavio Bucci (oggi attore teatrale di grande spessore, ieri interprete di cult come "Suspiria") e da Gianfranco De Grassi. La camera poi stacca all'interno d'una casa accogliente, un nido sicuro dove entra in gioco il secondo "polo" del film: la borghesia ricca ed educata dipinta sui volti rilassati d'un medico di fama, di due ragazze ben vestite e pulite ed in generale dalla ricchezza non certo latente. E qui inizia l'allucinante viaggio che Lado impone agli occhi dello spettatore... "L'ultimo treno della notte" è pronto a percorrere la tratta ferroviaria che porta i protagonisti da Innsbruck a Verona. I due reietti dopo l'ennesimo colpo salgono sul treno, le due borghesi angeliche (Laura D'Angelo ed Irene Miracle) pure ed i loro destini si incrociano in un ameno scompartimento dove farà la sua comparsa anche la nuova figura della borghesia ricca (la Signora Perbene interpretata da Macha Merrill) che prima si piega alla violenza e successivamente mette in evidenza la sua lussuria guidando Bucci e Grassi nel delirante percorso di sevizie che subiranno la Di Lazzaro e la Miracle.

E Lado non risparmia niente in fatto di violenza mostrando tutti i particolari con dovizia e mano sapiente fino al tremendo doppio finale: quello del viaggio e quello dei 2 teppisti! Insomma, non c'è che dire, se siete in cerca d'un film ben diretto ed onesto, "L'ultimo treno della notte" è un capitolo della filmografia di Lado da non perdere assolutamente, forte anche d'un cast di prima qualità. Concludiamo questa breve retrospettiva introducendo la chiave di lettura che lo stesso Lado ha dato al film: - La borghesia, impersonificata dalla Signora Perbene e dal Professore (Enrico Maria Salerno) rappresenta quel potere che si serve biecamente dell'emarginazione (Bucci e De Grassi) per poi attribuire ad essa ogni colpa e venirne fuori con le mani pulite. In questo sta il senso d'una delle inquadrature finali in cui, appunto, la Signora Perbene abbassa la veletta del suo cappellino.


 
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