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THE STUFF: IL GELATO CHE UCCIDE


 
Titolo originale:  The Stuff
Produzione:  USA, 1985
Regia:  Larry Cohen
Cast:  Danny Aiello, Michael Moriarty, Andrea Marcovicci
 

La rivista “amalgamate Dairies” assume David Rutherford, un ex agente dell’FBI che si è dedicato allo spionaggio industriale, per indagare su un nuovo prodotto chiamato “THE STUFF”, che sta mettendo in crisi le vendite dei gelati. Mentre David è in viaggio verso la città fantasma virtuale di Stader, Jason, un bambino di otto anni; scopre il proto-plasmatico “THE STUFF” e il suo orribile segreto: si tratta di un parassita che divora dall’interno chiunque lo mangi, trasformandolo in un morto vivente. Grandioso film di uno dei registi “cheap” degli anni 80. Ricordiamo il Regista L. Cohen per piccoli gioielli come “Baby Killer” e “Q: Il Serpente Alato”. Tendiamo a sottolineare che questo film per essere un low-budget è un piccolo capolavoro. Originale l’idea di creare come mostro un gelato che viene immesso sul mercato dopo un scoperta fortuita e che viene tenuto nascosto neanche fosse un bene primario per la sopravvivenza.

Chi ingerisce lo Stuff non è un vero e proprio morto vivente, cioè non è che si alza e decide di cominciare a mangiare cervelli, ma arriva ad un livello di assuefazione tale che rinuncia a qualsiasi altro cibo. Il piccolo Jason ha la parte di colui che sa, di colui che colto in fragante questo meccanismo perfetto in quel piccolo secondo in cui la massa si muove da sola nel frigorifero, arriva a fuggire di casa perché costretto a mangiare il tanto amato dessert dalla famiglia, ora non so quanti di noi lo avrebbero mangiato lo stesso anche dopo averlo visto muovere! David Ruheford è il classico personaggio furbo e che non sbaglia mai un colpo, ha le conoscenze giuste e riesce sempre a cavarsela, ma nel complesso del film è un personaggio che non stona, è semplicemente il capo dei buoni che da il tutto per tutto alla propria causa ma lo fa con stile. Tornando al micidiale dessert notiamo che la sostanza ricorda molto “Blob:Fluido Mortale” con la sola differenza che agisce all’interno del corpo e viene apprezzata da chi ne è vittima.

Bellissima la trovata di far diventare i corpi fragili come la cartapesta una volta raggiunta l’assuefazione massima. Di effetto è anche il momento in cui lo Stuff decide di abbandonare il corpo dove risiede svuotandolo completamente e costringendo le prorpire vittime ad uno spasmo che ricorda molto le vittime di Sadako. In conclusione “The Stuff” non è un film impegnativo (come tutti i film di Cohen) ma è ben diretto con un buon ritmo e senza cascate di tono, vi divertirete dall’inizio alla fine del film. Forse dopo la visione di questo “immancabile” gioiellino dei film di serie-B anni 80, leggerete di certo gli ingredienti e le avvertenze di ciò che state mangiando. Il vostro dessert potrebbe essere l’ultimo!!!

 
PISY


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