Film d'esordio del geniale e visionario
Brian Yuzna, eccessivo, graffiante ed estremamente pessimista. Yuzna dirige con
disinvoltura e sarcasmo un film particolarissimo, permeato di una profonda
critica verso l'alta borghesia statunitense. Bill Whitney, figlio di due ricchi
borghesi di Beverly Hills è un ragazzo come tanti altri, che però
vive dentro di se un profondo disagio, di notte continua regolarmente ad essere
tormentato da incubi e visioni terribili, di giorno una profonda diffidenza lo
porta ad essere terrorizzato persino dei suoi genitori e della sorella. I suoi
famigliari e lo psichiatra che ha il ragazzi in cura dicono che si tratta di un
caso di paranoia, pertanto gli vengono somministrati regolarmente degli
psicofarmaci.
Ma forse non è la mente di Bill a non
funzionare...c'è forse davvero qualcosa di marcio nell'alta
società di Beverly Hills? Una sceneggiatura davvero ben costruita, il
film mantiene alta l'attenzione dello spettatore pur concentrando il pezzo
forte della trama solamente negli ultimi 15-20 minuti. Per tutto il film Yuzna
scopre le carte il meno possibile, confondendo lo spettatore più di una
volta. Il film gode di un ottimo ritmo, che frena un pò nella parte
centrale, dove però ci saranno molti passaggi chiave del film... Che
dire...quando si esordisce con un film come Society non si può che avere
un grande avvenire di fronte a sè... e fortunatamente Yuzna non ha fatto
eccezione! CAPOLAVORO!
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