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SHINING


 
Titolo originale:  The Shining
Produzione:  USA, 1980
Regia:  Stanley Kubrick
Cast:  Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Scatman Crothers
 


Jack Torrance, uno scrittore, si reca con la moglie ed il figlio a lavorare come guardiano in un hotel sperduto tra le nevi dell Oregon: Overlook Hotel, dove rimarrà isolato per tutto l'inverno. Progressivamente il suo equilibrio mentale si altererà facendogli provare l'impulso di massacrare la propria famiglia, come aveva fatto dieci anni prima il precedente guardiano, Delbert Grady. Il piccolo Danny, intanto, avverte presenze e fatti inquietantigrazie alle sue facoltà paranormali: la Luccicanza (Shining).

Fiumi d'inchiostro sono scorsi, e continueranno a scorrere, per commentare ed interpretare quello che molti definiscono "l'horror definitivo": Shining. Diretto dal "Maestro" Stanley Kubrick che riesce con le sue eccezionali inquadrature ed il suo fitto e raffinato simbolismo ad indurre nello spettatore uno stato d'ansia estremo. Le trovate visive degli specchi, ed il ricorrere al tema della simmetria in praticamente ogni scena sono le trovate visive più frequenti che usa il regista. Azzeccato l'utilizzo della steadicam tra il labirinto esterno e gli altrettanto labirintici corridoi dell'Overlook, manovrata dall'abile Garret Brown. Jack Nicholson, nei panni del protagonista, con i suoi ghigni e le sue espressioni diaboliche è eccezionale per la parte, fornendo una leggendaria interpretazione, ricca di numerose improvvisazioni come nel caso della famosissima battuta "Here's Johnny" doppiata in italiano in "Sono il lupo cattivo", o nelle scene di litigio con la moglie (memore delle liti con la sua ex moglie) " Se non mi senti battere a macchiana non vuol dire che non stia scrivendo".

Per quanto riguarda lo spunto narrativo centrale, cioè se sia l'elemento soprannaturale a far impazzire Jack, o se le sue visioni non siano altro che la proiezione della sua mente scossa dall'isolamento e dalla frustrazione, Kubrick appare molto esplicito: per lui la motivazione psicologica è una falsa pista, creata per mantenere il dubbio sino al finale, dove si afferma la spiegazione del paranormale. La casa dunque altro non farebbe che accentuare il senso di frustrazione di Jack, dotato probabilmente degli stesso poteri extrasensoriali del figlio, che gli permettono di vedere "il male accaduto". Alcune curiosità: i gabinetti rossi dove Jack incontra l'ex custode Grady sono ispirati a progetti di Frank Lloyd Wright per un hotel, e la frase che Torrance scrive ripetutamente nella versione italiana "il mattino ha l'oro in bocca" nella versione originale era "all work and no play make Jack a dull boy" King non ha mai amato questo film, riservandogli sempre le critiche più astiose e negative tra tutti i lavori tratti dai suoi film, ma indubbiamente Shining è un capolavoro assoluto della storia del cinema.

Un incubo ad occhi aperti


 
Ian V. Draka


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