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PLAGA ZOMBIE: ZONA MUTANTE


 
AKA:  Plaga Zombie: Mutant Zone
Produzione:  Argentina, 2001
Regia:  Pablo Parés, Hernán Sáez
Cast:  Berta Muñiz, Pablo Parés, Hernán Sáez, Paulo Soria
 


Una profonda e devota ammirazione verso gli albori cinematografici di Sam Raimi e Peter Jackson, una grande voglia di fare cinema, una buona dose di fantasia abbinata ad un tocco di graffiante ironia e grande senso del ritmo. Questo potrebbe figurare in un’ipotetica scheda cine-scolastica del duo argentino Pablo Parés - Hernán Sáez per rappresentarne il profilo caratteriale. Tralasciando le banali considerazioni su come, in un panorama di horror patinati e pre-confezionati, diventi “conditio sine qua non” rivolgere lo sguardo alla sfera del cinema indipendente (e spesso amatoriale) alfine di scovare prodotti “interessanti”, bisogna sottolineare quanto di buono presenti questa pellicola sudamericana.

Premesso, a caratteri cubitali, che trattasi di pellicola “amatoriale” (nel senso buono del termine), più di quanto potevano esserlo “Evil Dead” o “Bad Taste” , questo “Plaga zombie” si presenta allo spettatore con la forza di un “colossal”, senza il benché minimo senso del pudore e soprattutto, cosa ormai rara nel cinema attuale, senza “trucchi” …con tutto ciò che, di positivo o negativo, si voglia attribuire a questo termine. In una, non meglio identificata, cittadina di provincia un drappello di alieni con il beneplacito delle istituzioni locali, effettua degli esperimenti sugli sventurati abitanti, ma qualcosa va storto e l’intera popolazione si tramuta in una famelica orda di zombies o meglio quasi tutti… i pochi sopravvissuti dovranno fare del loro meglio per sopravvivere e cercare di fuggire dalla città.

Il plot e la sceneggiatura non rappresentano di certo il punto forte del film e da una prima visione si potrebbe pensare ad una serie di citazioni in “malafede”, messe insieme con il solo scopo di racimolare qualche euro. Ma in questo film, figlio di un precedente prototipo (così come lo era stato “within the woods” per Raimi), la coppia Parés - Sáez, da libero sfogo a tutta la vulcanica creatività di cui possiede, mettendo in piedi una pellicola sarcastica, rapida, originale e mai noiosa. Le analogie (citazioni), con i succitati film (oltre la quadrilogia di Romero) sono davvero evidenti e molteplici, ma la grande forza di questo film sta nell’averle sapute metabolizzare, offrendole al servizio della narrazione, che mantiene per tutta la durata del film una spiccata personalità (Tarantino insegna).

Il serrato e vertiginoso montaggio, che saggiamente attenua le evidenti carenze tecnico-finanziare, ed alcune brillanti invenzioni visive di “Zona mutante” agiscono da collante adrenalinico tra un fotogramma e l’altro. Altro stratagemma atto ad alleviare il peso dell’inesistente budget è rappresentato dall’estrema caratterizzazione dei tre personaggi protagonisti a discapito delle loro effettive capacità di recitazione. Questa scelta stilistica (probabilmente forzata) rappresenta la prima grande differenza rispetto ai lavori di Raimi e Jackson, scompare la figura del singolo eroe in favore di un trio ambiguo, paradossale, marcio in cui spicca la figura di John West (un grande Berta Muñiz) che ha tutte le carte in regola per accaparrarsi un posto nell’olimpo degli eroi di genere, ma non è la sola novità. Escogitarsi qualcosa di originale sul tema “zombi” è impresa davvero sempre più ardua, ma Parés - Sáez riescono egregiamente nell’intento. Ecco cosi che nascono gli zombi variopinti di “Zona Mutante”: uno sfoggio di colori dalle tonalità accesissime, volti blu, viola, giallo limone, arancio, verde nonché bianchi e neri… i nostri sopravvissuti sono costretti a combattere gli affamati zombies SENZA l’ausilio della benché minima arma, dando vita a duelli con bastoni (nella migliore delle ipotesi) e scazzottate in stile Bud Spencer.

Sangue, amputazioni, viscere e efferatezze varie per 100 minuti d’azione ininterrotta partoriti con 600 dollari di budget, 4 anni di riprese e persino una colonna sonora originale. Questo può aiutare a comprendere quanta passione e voglia di fare sia racchiusa in questa pellicola che può annoverarsi di diritto tra quei Trash “consapevoli” che fanno dell’umorismo e dell’eccesso visivo le loro migliori (e uniche) armi. In conclusione, questo Plaga Zombie: Zona Mutante è davvero un ottimo biglietto da visita per il duo argentino Pablo Parés - Hernán Sáez, sperando che non rimanga un caso isolato e che qualcuno dia a questi due ragazzi la possibilità di esprimersi in maniera meno “costretta”.
Da vedere tutto d’un fiato…

 
Demon


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