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OSCAR INSANGUINATO


 
Titolo originale:  Theatre of Blood
Produzione:  UK, 1973
Regia:  Douglas Hickox
Cast:  Vincent Price, Diana Rigg, Ian Hendry, Harry Andrews
 


Conrad Edward Lionheart un famoso ma, poco apprezzato attore teatrale shakespeariano, umiliato per l'ennesima volta dalla critica durante la cerimonia di premiazione per l'attore dell'anno, decide di farla finita. Viene però strappato alla morte da un gruppo di barboni, con l'aiuto dei quali (insieme alla figlia Edwina) attua la sua vendetta. Vorrei innanzitutto premettere che il commento a questo film è mosso da un grande sentimento d'amore che nutro verso Vincent Price, dunque non sarò (nè ho mai voluto apparire) imparziale. Il film è un capolavoro assoluto del cinema di genere, una black comedy dalle tinte forti. Vincent Price da il meglio di sè, divertendosi (palesemente) parecchio ad interpretare Shakespeare, come era già accaduto in "La torre di Londra" (il Riccardo III) di Roger Corman. L'idea da cui scaturisce la vicenda è geniale, ma la storia non è poi così banale come potrebbe apparire, alla base di tutto c'è il dramma di, un ormai anziano, attore teatrale che ha dedicato la sua vita a quest'arte, producendosi in enormi sacrifici, ma che a causa della sua arroganza, viene attaccato dalla critica ad ogni sua performance.

Una critica che viene spietatamente dipinta come inetta e facilmente corruttibile, un gruppo di ricchi borghesi che hanno l'hobby di scrivere recensioni al vetriolo solo per darsi un "tono" aristocratico, ma che in effetti di teatro ne masticano poco. Vengono di seguito amplificati e condannati i vizi di ognuno dei componenti la giuria, che pur sapendo di essere nel mirino di un folle assassino non rinunciano ai loro piaceri: alcol, cibo, vanità, gelosia, sesso...peccati capitali inesorabilmente puniti dalla giustizia omicida di Lionheart. In fondo la sua arte è apprezzata dal pubblico (per stessa ammissione del poliziotto che investiga sugli omicidi), ma la critica lo condanna perchè si ostina ad interpretare Shakespeare rifiutandosi di aprire i propri orizzonti al teatro moderno. Questa condanna viene ritorta contro gli stessi accusatori, essi infatti verranno puniti da William Shakespeare in persona, o meglio dalle sue tragedie messe in scena (costumi compresi) da un grande Vincent Price.

La "critica" sulla critica teatrale è la scintilla che da origine al rogo di comicità ed orrore che affascina lo spettatore per tutta la durata del film. Il soggetto e la sceneggiatura (firmate da Anthony Greville-Bell) sono scoppiettanti (storiche le sciabolate aeree dei due schermidori sui tappeti elastici); Price è ...Price, cioè riempie da solo lo schermo, riuscendo ad essere ironico, folle, spietato, commovente...una via di mezzo tra Tito Andronico e Riccardo III; un cast di attori in stato di grazia tra cui spiccano le interpretazioni di Diana Rigg (Edwina Lionheart) e Robert Morley il critico effemminato accompagnato dagli inseparabili barboncini. Ma non bisogna dimenticare che se questo film può essere considerato (da me) un capolavoro, parte del merito va anche alla regia di Douglas Hickox. Una regia mai piatta, con inquadrature geniali (il primo omicidio è una lezione di cinema) ed una scelta cromatica che rende ancor più teatrale l'ambientazione cinematografica, rassicurando lo spettatore con un'atmosfera ironica e spensierata per poi mostrare l'orrore più crudo di corpi straziati, decapitati, ustionati. Un ultima curiosità: nei bellissimi titoli di testa si vedono scene tratte da vecchie versioni cinematografiche delle tragedie di Shakespeare, in una di queste si può apprezzare un giovane Peter Cushing nei panni di Osric nell' Amleto di Sir Laurence Olivier.

Insomma, un film che non mi stanco mai di rivedere e che consiglio a tutti coloro che amano il cinema.


 
Demon


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