La storia è facilmente intuibile già dopo pochi minuti di visione, ma il tutto è reso senza alcun punto debole grazie alla possente regia di Mario Bava. In un castello diroccato il vecchio proprietario viene riportato in vita grazie ad una particolare formula magica; si divertirà a torturare e a uccidere tutti coloro che troverà sui suoi passi…
Grazie ai colori cupi ed alla musica teatrale veniamo subito catapultati in una dimensione alla Buio Omega (dove tutto può succedere, lasciando spazio al trash più assoluto), ma il regista in questione preferisce strutturare la trama partendo dalla figura imponente del castello, che si staglia sopra la campagna desolata.
L’assassino redivivo in questione è l’alternativa al conte Dracula, ovvero il barone Von Kleist; il titolo potrebbe essere fuorviante, potremmo pensare ad un horror nazi erotico tipo “Ilsa, la belva del deserto” o al mitico “SS experiment camp”, dove il buon Sergio Garrone faceva da padrone, ma il film è tutt’altro.
Il guardiano del castello si guadagna tutta la nostra simpatia, è il rimbambito di turno che si diverte a spaventare i turisti sfruttando il mistero dell’oscura leggenda del barone (che a quanto pare si aggira ancora tra i meandri del castello alla sua veneranda età, quasi 300 anni!). Il film è bello, non ci sono tempi morti, una buona dose di suspense e di omicidi (squartamenti), e il barone è in assoluto il genio della tortura! Perché i registi odierni non ripassano queste vecchie pellicole? Pensano forse che due o tre secchiate di sangue fuxia valgano il disturbo di recarci al cinema???
Il regista di Saw 2 ad esempio, al momento di scervellarsi sulla sceneggiatura era immerso nella mescalina o semplicemente ha visto pochi film d’autore? Bhò.
Vi siete mai chiesti dove Wes Craven abbia tirato fuori il marchio delle sue produzioni? (mi riferisco al volto ustionato del buon Freddy Krueger). Ora avete finalmente la risposta!
Insomma se siete amanti dello splatter più esagerato avete sbagliato film, ma se conoscete (o avete voglia di conoscere) le notti tetre e nebbiose del “Lupo mannaro di Londra” e de “Il segreto del Tibet”, questa pellicola non può mancare nella vostra cameretta degli orrori…
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