Paganini non ripete;
Buttgereit neppure. Il paragone non deriva certo dal leggendario narcisismo del
geniale compositore (al quale mai mi permetterei di affiancare un Buttgereit
qualsiasi) quanto dal difficile compito di dare un seguito ad un film come
Nekromantik. Tralasciando il fatto che non riesco a scorgere la
necessità ($$$?) di dare un seguito ad una tale storia (non stiamo
parlando di supereroi dopotutto) credo che il beneamato regista tedesco
abbia davvero toccato (e raschiato) il fondo.
Delle sue opere (oltre il primo
Nekromantik molto belli sono anche Schramm e Der
Todesking) Nekromantik 2 è davvero la peggiore. L'atmosfera
del primo episodio sembra svanita nel nulla mentre la storia si trascina
stancamente attraverso dialoghi risibili. La protagonista (Monika M.) dopo aver
riesumato il cadavere del protagonista della pellicola precedente, ci (si)
intrattiene con patetici giochi pseudo-necrofili che tutto fanno (soprattutto
ridere) fuorchè generare quell'effetto di malessere che tanto mi aveva
fatto amare Nekromantik. Nella vicenda entra in scena un giovane
doppiatore di film porno (Mark Reeder) che, inconsapevole, si innamora della
folle giovane pervertita.
Il film striscia lentissimo
verso un epilogo scontato ed i punti a suo favore sono davvero pochi. Il
finale, con i suoi effettacci truculenti, porta un po' di verve alla
vicenda ma la sorte della pellicola non cambia: trattasi infatti di un
clamoroso buco nell'acqua. Il buon Buttgereit cerca di risollevare il tutto
inserendo posticciamente la squallida scena dell'autopsia di una foca (?).
Inutile dire che l'assoluta gratuitità della sequenza non fa che
sprofondare ancor più nella mediocrità un'opera davvero
deprimente. Se avete un'ora e mezza da buttare e vi capita l'occasione dateci
uno sguardo... se non altro per rendervi ulteriormente conto dell'assoluto
valore del capostipite di questa serie. Se Buttgereit avesse accantonato il
comunque insperabile miraggio del guadagno facile forse il paragone d'apertura
di questa recensione avrebbe avuto un significato completamente diverso...
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