Particolare...mmm...iniziamo
dalle cose semplici.
Un giovane genio, appena diciassettene (Eiji) esegue delle
ricerche sulla secrezione dellendorfina, riuscendo
a sintetizzare una droga capace di mutare limpulso
del dolore e della sofferenza (inviato al cervello) in una
sensazione di estremo piacere. Il sogno del ragazzo é
quello di donare leterna felicità ai fruitori
del MYSON (la droga viene così battezzata da Eiji),
di rendere gioiosa anche la più disperata delle esistenze.
Spinto da tale nobile proposito, somministra (a loro insaputa)
la droga a tre ragazze e ne osserva furtivamente, munito
di telecamera, gli effetti. Lesuberanza giovanile
di Eiji sottovaluta un piccolo particolare: il dolore inteso
dal ragazzo é puramente psicologico. Egli si basa
sullesperienza personale, essendo tormentato dalla
sofferenza per la perdita del padre, ma i centri nervosi
delle inconsapevoli cavie(alterati dalla droga),
trasformano in piacere QUALSIASI forma di dolore...ed il
dolore più frequente e banale é prprio quello
fisico.
Così
nella quotidianità del focolare domestico, può
accadere che ci si tagli un dito cucinando o che ci si faccia
male cercando di infilare un orecchino. La sensazione di
dolore...é trasformata in piacere, un irresistibile
piacere...le ragazze non riescono più fare a meno
di questa sensazione....
Letichetta che distribuisce questo film in Europa
(la tedesca -maledetti e benedetti teutonici - Japan Shock)
lo presenta come uno dei film più estremi che siano
mai stati girati e lo definisce uno splatter-gore.
Ma é solo uno spot pubblicitario, per attirare gli
amanti dellestremo (che pullulano in Germania). Dico
questo non perché il film lesini sulle scene deffetto
(ne parlerò più avanti), ma perché
Naked Blood é un film sperimentale, ricercato,
raffinato...in cui la violenza é al completo servizio
della narrazione, non viceversa, come accade abitualmente
nei veri splatter-gore.
Sato si ritrova tra le mani un soggetto originale, che presenta
una caratteristica unica: é plasmabile. Da un punto
di vista estetico Naked Blood ricorda la psichedelia
degli anni 70. Il film é quasi totalmente muto,
pochissimi e sintetici i dialoghi, la colonna sonora di
stile ambient, latmosfera che regna per
tutta la sua durata é rassicurante, la lentezza delle
immagini inquietante. La cosa che più colpisce é
il contrasto delle immagini. Si passa dallinquadratura
di un deserto in cui spicca un solitario cactus, al primissimo
piano di una ragazza che si perfora il braccio con un punteruolo.
Il tutto con un feroce stacco...senza passaggi intermedi,
senza cambio di base misicale, senza mutare lo stile delle
riprese, camera fissa a seguire in tempo reale le torture..mantenendo
la pacata atmosfera della pellicola anche quando, una colonna
sonora rock ed un montaggio frenetico avrebbero dato risultati
migliori.
Ma Sato non vuole questo, il
regista non racconta solo una storia, il suo é più
un tentativo artistico (abbastanza riuscito), un pò
presuntuoso, ma apprezzabile.
Inserti che sembrano provenire da Easy rider,
immagini digitali che si sovrappongono a paesaggi naturali,
filmini amatoriali che una volta finiti continuano nella
mente di chi sta guardando.
Filosofia e denuncia sociale. Questo é Naked Blood.
Il concetto filosofico: la felicità eterna, la ricerca
di qualcosa che possa dare un senso allesistenza.
La denuncia sociale: il deteriore concetto dellapparire,
leccessivo e insaziabi le
consumismo che si ritorce contro la mediocrità di
chi possiede questi valori.
Questa mia breve analisi sembrerebbe dipingere questo film
come una sintesi sopsesa tra surrealismo e psichedelia,
in effetti lo é, ma...cé un ma!
Mi sento in dovere di lanciare un monito. Se vi venisse
in mente di vedere questo film, tenete presente che le scene
di violenza...varcano il limite di ogni vostra possibile
immaginazione.
Estreme, davvero insostenibili...stomachevoli. Su tutte
la sequenza dellauto-cannibalismo. Tento di descriverla.
Una delle tre ragazze ha la passione per il cibo, la droga
esaspera questa sua voglia, spingendola a trarre piacere
dallo staccarsi dei pezzi di carne e cibarsene. La scena
più o meno é questa: la ragazza, nuda, é
seduta sul tavolo della cucina, stringe tra le mani coltello
e forchetta. La macchina da presa inquadra la ragazza a
figura intera di profilo, le mani scompaiono tra le gambe,
il suo capo é reclinato indietro ed emette dei mugulii
di piacere. Dopo qualche secondo la forchetta si solleva
e si dirige verso la bocca, brandendo un pezzo della vagina
della donna. Dopo aver assaporato il proprio sesso, la ragazza
si adopera per staccarsi un capezzolo, gustata questaltra
prelibatezza...osserva le posate insanguinate, le porta
ad altezza del viso, parallele tra loro. Soggettiva. Sulla
lama del coltello, coperto dal rosso fluido vitale, si riflette
parte del suo volto (la ripresa é davvero bella),
locchio sinistro, la donna sorride, la forchetta si
lancia sullorgano della vista, estirpandolo ferocemente...dopo
averlo ammirato soddisfatta (con il
solo occhio che le rimane), lo divora!
La
scena in sé, non é più disgustante
di altre presenti in molti film gore, la cosa
che la rende davvero insostenibile é che questo non
é un film di quel genere. Il film é serio,
stilisticamente bello da vedere. Sono proprio la naturalezza
e la lentezza di queste sequenze a renderle inguardabili.
Tra laltro il film presenta al suo interno anche un
piccolo thriller, unassassino da scoprire, un amore
da ricongiungere, un sogno da realizzare, simbologie esasperate.
Un film di qualità, che ha il grande pregio di durare
poco più di 70 min, contenendo i tempi delle riprese
e non facendo così pesare allo spettatore la sua
evidente lentezza. Da vedere.
Unica nota negativa sono gli attori, forse la quasi totale
mancanza di dialoghi, esaspera le loro capacità di
recitazione. Eccezion fatta per la bella Misa Aika (la protagonista),
il resto del cast si mantiene su livelli di decenza espressiva,
senza brillare particolarmente.
Ultima nota. In questo film, pur essendo presenti scene
ferocissime...nessuno urla, la pacifica atmosfera costruita
da Sato rimane integra per tutta la durata del film.
In Naked Blood non si urla di dolore, si geme di piacere...
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