Una strana radiazione dallo spazio sta
risvegliando i morti, che incedendo lentamente, mostrano un'insaziabile fame di
carne umana. Sette persone si barricano in una casa assediata dagli zombi,
aspettando che con l'alba giungano rinforzi per salvarli.
La Notte dei Morti Viventi è ormai considerato un "cult"
tra gli horror movies, grazie all'ottima fotografia in B/N, alla perfetta
scansione degli spazi, alla concreta regia e a tematiche innovative quali la
situazione d'assedio, e la visione cupa e pessimista. Un film che ha
rivoluzionato il cinema del genere, che, nel '68, era ancora molto legato alla
tradizio ne gotica delle produzioni Universal/Hammer, inventando
una figura del tutto nuova per il cinema dell'orrore: il morto vivente. Le
interpretazioni possibili fondono horror e politica, con gli zombies usati come
metafora della società di massa. Ancora oggi il capolavoro di Romero ci
terrorizza, pur non mostrando scene di violenza eccessiva, al contrario, la
pellicola è quasi completamente priva di immagini sanguinarie o di
violenti sbranamenti.
Eppure il film ci mette stranamente, inspiegabilmente a
disagio, ci pervade con la sua oscura forza d'urto. Romero mette in scena
"mostri" che non hanno nulla a che vedere con la tradizione horror classica,
non si parla di vampiri, alieni venuti da un altro mondo o demoni malign i, ma i cadaveri resuscitati dei nostri amici, dei nostri
conoscenti.La distanza tra bene e male dunque si assottiglia, anzi è
quasi inesistente. I mostri sono persone comuni, come noi, forse addirittura
noi stessi, non creature lontane e facilmente identificabili. Un'altra
novità incarnata dagli zombies romeriani è l'assoluto nonsenso
del loro risveglio. Al contrario di altri mostri quali la creatura di
Frankestein, che prende vita per volontà del suo creatore, per un
esperimento scientifico, la dubbia e non del tutto provata spiegazione della
radiazione aliena non ha alcuna correlazione con la loro natura, il "contagio"
rimane un mistero. Anche tutti gli stereotipi del genere sono sovvertiti: la
coppia, che potrebbe fornire la classica storia d'amore, viene uccisa e
sbranata, e tutti gli occupanti della casa sembrano quasi più pericolosi
delle creature all'esterno (infatti muoiono più persone per cause umane
che non per effetto degli zombi).
Lo spettatore si
troverà sin dalle prime battute ad identificarsi con Ben il nero, e ad
odiare l'egoista ed antipatico Mr. Cooper, mentre alla fine del film si
accorgerà che sarà stato proprio Ben a sbagliare strategia ed a
condannare tutti a morte certa, salvandosi, ironia del destino, proprio
adottando la strategia di Cooper, chiudendosi cioè in cantina. L'ormai
famoso finale non ha bisogno di alcun commento, curiose invece le scene con i
titoli di coda, dove i corpi di Ben assassinato dalle squadre di soccorso e
degli zombi abbattuti bruciano vicini. Quasi a sottolineare che morti viventi e
vivi morenti non sono altro che le due facce della stessa società.
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