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THE KINGDOM


 
Titolo originale:  Riget
Produzione:  Danimarca 1994
Regia:  Morten Arnfred, Lars von Trier
Cast:  Ernst-Hugo Järegård, Kirsten Rolffes, Holger Juul Hansen, Søren Pilmark.
 


Nato come una soap-opera horror in quattro episodi, The Kingdom-il regno, manifesta la sua personale rivisitazione sul sentimento dell'inquietudine attraverso una magniloquenza fatta di contrapposizioni tra filosofia e irrazionalità, eticità e immoralità, religione e occultismo; proposti come materiale da stimolazione mentale, confacenti a fornire nodi di connessione tra la realtà e la fantasia. Il Regno è un limbo dove ogni certezza è labile e ogni dubbio è stabile. L'ironia richiama l'attenzione dello spettatore per somministrargli uno stato confusionale coerente alla realtà dei dubbi, che, nel lento districarsi della storia si annidano come cellule malate nel precario sistema di autodifesa scettica... Insomma, l'inquietudine di Trier, nidifica nell'inconscio, corrompendo pazientemente e remissivamente le convinzioni; forse nel macchinoso tentativo di adattare una filosofia ad una sorta di linguaggio allegorico...quel che è certo, è che Trier, non prende una posizione, traspare una notevole dose di disorientamento nel suo prodotto, e questo spiega l'uso dell'ironia che accompagna la trama.

Ma questi sono solo i presupposti di un immaginario ben più complesso, rifiniture allusive di intenti emblematici... La rappresentazione metaforica si sposta dai dettagli simbolici che sostituiscono acute osservazioni sulle dicotomie vita-morte, bene-male; ad ampie allegorie che ricoprono significati di ordine storico e sociale. I personaggi e i loro profili caratteriali racchiudono interpretazioni individuali e collettive, rappresentano gli stereotipi prodotti da una società moderna: l'anziana sensitiva, ipocondriaca, che si rifugia dentro il Regno, lontana dal mondo esterno,alla continua ricerca di fantasmi del passato; un medico che si serve dei mezzi più subdoli del regno per sopravvivere; un potente primario razzista che impiega il suo dispotismo nel tentativo di camuffare l'incapacità di adattamento; un giovane apprendista che in modo infantile si disinteressa di ciò che avviene attorno a lui preferendo dedicarsi al sesso e al gioco; un medico che coraggiosamente rischia se stesso, sottoponendosi ad un intervento che gli permetterà di migliorare la qualità della vita, per sottostare alle regole del Regno...

e il Regno, che cosa è, se non il traslato di una società,una società costruita su fondamenta che poggiano su un terreno malsano e paludoso; i sotterranei sono ricchi di infiltrazioni,sintomo di un'instabilità e un imminente cedimento; cosa che non pare preoccupare lo staff medico, che si accanisce a risolvere problemi di ordine inferiore, come l"Aria del mattino", operazione atta a stimolare i rapporti tra medici e pazienti,in una assoluta e costrittiva ipocrisia che funge da tramite di accondiscendenza tra "potenti e popolo"... L'opera controversa di Trier è una pellicola di grande impatto psicologico,filosofico e sociale...un'attenta analisi sulla società moderna, priva di ambizione esaustiva e dalla consapevole accettazione dal riflesso ironico... Quella che può essere accolta come visionarietà, per Lars Von Trier è la convinzione che non esiste certezza che scampi allo sfaldamento, le soluzioni sono due: la pazzia o l'accettazione...e forse, nell'accettazione, la funzione delle regole è quella di tracciarne il sentiero: il Dogma 95.


 
Arianna


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