Signore e signori, sono lieto di presentarvi il
rape-revenge movie per eccellenza. Conosciuto in Italia con l'eloquente
(ed ameno) titolo Non violentate Jennifer, la pellicola di Meir
Zarchi, oltre ad aggiudicarsi la "palma d'oro" come opera più
mutilata dalla censura, si candida anche, senza ombra di dubbio, tra le
più shoccanti in assoluto. Come la tradizione del filone impone,
la vicenda narra di una giovane malcapitata (in questo caso una scrittrice)
che, dopo aver subito violenza dal solito gruppetto di sadici delinquenti,
medita (ed attua) una terribile vendetta a danno dei propri aguzzini. Anche
qui, i canonici binari tracciati dal cliché, non subiranno
variazione alcuna. Non aspettatevi, quindi, colpi di scena eclatanti,
ricercatezze stilistiche o virtuosismi "d'autore"; la trama è lineare
(quasi piatta) dipanata sui due punti salienti che ogni fan del genere cerca:
lo stupro e la vendetta.
Come primo appunto tengo a dirvi che I spit on Your
Grave fa letteralmente impallidire (nonché sfigurare) quel Last
House on The Left di Craveniana memoria. Krug e la sua banda
vi appariranno poppanti viziati dopo aver assistito alle efferatezze di cui
sono capaci il manipolo di bastardi (è proprio il caso di dirlo) che la
fa da padrone in questo film. Quindi, a chi avesse già trovato indigesta
l'opera prima del creatore del buon Freddy "Artiglio" Krueger, consiglio
vivamente di lasciare perdere; potrebbe rimanere pesantemente offeso. Ma, bando
alle ciance, parliamo di questo nasty-movie all'ennesima potenza. Gli
attori sono abbastanza validi, soprattutto la malcapitata aspirante scrittrice
(la bellissima ed azzeccata Camilla Keaton), bravissima sia nel ruolo
straziante di vittima (prima) che in quello di gelida e spietata assassina
(poi). Non male neppure i quattro energumeni anche se il loro ruolo, si sa, si
limita a quello di rozzi stupratori all'inizio e carne da macello nel finale.
La scena della violenza (circa trenta minuti!) è davvero insostenibile.
La donna verrà dapprincipio rapita e violata in
riva ad un fiume, poi raggiunta e sodomizzata in un bosco e, infine, malmenata,
derisa e ridotta in fin di vita dentro la sua stessa casa. Un incubo
interminabile ed assolutamente realistico dove assistiamo al sistematico
annientamento psicologico e fisico della protagonista. Più "leggera" (ma
non meno feroce) la vendetta. Jennifer (questo il suo nome), infatti,
per mezzo di castrazioni, impiccagioni, colpi d'accetta e smembramenti vari,
farà piazza pulita dei brutti ceffi che in precedenza le arrecarono
tanta sofferenza. Il film è ben diretto e fotografato in maniera usuale
ma impeccabile. La totale assenza di colonna sonora, poi, rende ancora
più freddo e reale il clima terrificante dell'opera (girata
completamente in una zona boschiva e con l'ausilio dei soli cinque personaggi
principali). In definitiva penso che I spit on your Grave sia un film
indispensabile per tutti coloro vogliano conoscere appieno le
potenzialità del filone rape-revenge o, per lo meno, visionarne
il suo miglior esponente. Solo per spettatori consapevoli.
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