Cercare qualcosa di originale nel panorama “Morti viventi” è al giorno d’oggi impresa davvero ardua. Se poi la vicenda in esame si concentra in 11 minuti, l’impresa diventa pressoché impossibile. Sulla scia di un clamore (forse eccessivo) suddiviso equamente tra web e TV satellitari (MTV e QOOB) arriva anche in Italia “I love Sarah Jane”, corto australiano opera prima del videoclipparo Susser, realizzato grazie al contributo economico della QOOB.
Sebbene questo lavoro non aggiunga nulla di nuovo e non sollevi particolari spunti di analisi, è destinato a ritagliarsi un proprio spazio all’interno degli zombie-movie, per due motivi fondamentali.
Il primo è costituito dall’eleganza con cui viene rappresentata la storia, caratteristica piuttosto inusuale per questo genere di produzioni. La fotografia fredda come una cella d’obitorio, fa da perfetta cornice ad un romanticismo adolescenziale post-atomico, capace di racchiudere “puri” valori inesorabilmente soffocati dall’inutilità quotidiana.
Il secondo è incarnato dall’azione in tempo reale, non una storia fantascientifica e ingarbugliata, ma 10 minuti di vita di un gruppo di ragazzini, che fanno cose da ragazzini, si comportano da ragazzini e che traspongono le loro normali attitudini nell’apocalittica situazione in cui sono stati proiettati.
Tecnicamente e stilisticamente “quasi” perfetto, curatissimo fin nei minimi dettagli e con interpretazioni di notevole spessore, Susser conferma la regola “meglio 10 minuti buoni che 50 così così”, regola spesso infranta dall’esuberanza di giovani registi. Anche se bisogna comunque sottolineare che Spencer Susser non è di “primo pelo”, avendo già all’attivo videoclip di band famose ed avendo bazzicato (con diverse mansioni) set importanti.
Da elogiare più di altro l’azzeccatissima scelta del titolo (a discapito di facili “zombie somethings”), l’ipnotica ed originale (in tutti i sensi) colonna sonora ed il mezzo sorriso del ragazzetto perdutamente innamorato di Sarah, che chiude il corto, più esplicativo di mille battute.
Un buon lavoro, da visionare senza particolari attenzioni.
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