Paolo Mereghetti, nel Dizionario dei film 2000,
a proposito di Henry - Pioggia di Sangue, scrisse: "Prima d'ora nessun
film si era spinto tanto a fondo nell'esplorare l'orrore di cosa significhi
uccidere"; mai altra frase riguardante questa pellicola (neppure la ridicola
stroncatura fuori luogo di Nanni Moretti nel suo Caro Diario) fu
più azzeccata. Henry (personaggio ispirato ad Henry Lee Lucas,
uno dei più prolifici assassini seriali americani) incute molto
più terrore di qualsiasi Freddy Krueger, Leatherface o Jason
Vorhees del mondo; Henry è reale e tremendamente umano, forse
troppo. La trama del film dipinge a tinte fosche uno scorcio di vita di questo
"mostro" metropolitano; questo "essere" dal viso affabile e gentile animato dal
più irrefrenabile desiderio di distruzione.
Il regista (un McNaughton davvero in splendida forma)
ci guida con mano esperta e sicura attraverso le nefandezze commesse da Henry
ed Otis (truce e stolido amichetto del protagonista) con taglio quasi
documentaristico. Così, con latente sadismo e distaccata compostezza, la
macchina da presa ci obbliga a vedere, a sentire, a partecipare; un vero e
proprio incubo ad occhi aperti. Alcune scene (come l'indiscriminata distruzione
di una famiglia, il brutale assassinio di due prostitute e via discorrendo)
sono un vero e proprio pugno nello stomaco, ma l'apice dell'orrore si raggiunge
però, a mio avviso, nel momento in cui Henry si lancia in un'apologia
didascalica del delitto gratuito (una sorta di saggio su come fare ad
uccidere senza essere arrestato) davvero da brividi.
Un'incondizionata ovazione, oltre a McNaughton, va
sicuramente tributata al grandissimo Michael Rooker, attore che, misurandosi
con la difficilissima (e delicatissima) impersonificazione di Henry, dimostra
sensibilità e coraggio non comuni. Altre note di plauso, ad onor del
vero, vanno sicuramente spese in favore della brava Tracy Arnold (la sorella di
Otis ed amante di Henry) e dell'azzeccatissimo Tom Towles (Otis). In
conclusione penso che Henry - Pioggia di Sangue sia sicuramente un film
che da vedere, rivedere ed amare senza riserve. Con qualche cosa in più,
forse, avremmo potuto parlare di capolavoro, ma, personalmente, mi accontento
ed anzi, acclamo, quello che secondo me è il film più controverso
degli ultimi vent'anni. Penso altresì di non essere in errore asserendo
che quest'opera, per quanto splendida, sia una di quelle che possono far male;
in tutti i sensi... Seguite Henry nel suo delittuoso cammino e scoprirete che
gli "agnelli (come pronosticato da un suo ben più illustre
collega) non hanno ancora smesso di gridare"; in barba a tutti gli
Hannibal Lecter del globo.
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