Con "Il giorno degli Zombi" si
conclude la fantasmagorica trilogia Romeriana amorevolmente dedicata ai
simpatici cadaveri ambulanti. L'affetto che traspare dalle mie iniziali parole
nei confronti dei putridi divoratori di uomini penso sia facilmente
riscontrabile in qualsiasi horror-fan che si rispetti. Chi di noi non ha
amato "La Notte dei Morti Viventi"? Chi non ha visto almeno una decina
di volte "Zombi"? Chi di noi non ha provato affetto (almeno
parzialmente) nei confronti dei cattivi più bistrattati della storia del
cinema? Gli Zombi, nella filmografia horror, hanno ormai raggiunto il
climax di Willy il Coyote: antagonisti talmente sfortunati da suscitare
comprensione e voglia di rivalsa nei confronti di quei "buoni" che così
poco prestano fede allo status del loro presonaggio.
Scherzi a parte, ritengo doveroso calare il
cappello dinnanzi ad una delle creazioni più innovative del panorama
orrorifico mondiale, senza la quale, probabilmente, latiterebbe una gran fetta
del terrore odierno (e moderno). Ma parliamo di questo terzo capitolo: cosa
c'è di nuovo? La risposta parrebbe scontata ma io ve la riporto
comunque: pressochè nulla. Cambiano i luoghi (un bunker sotterraneo
anzichè un supermercato), le caratteristiche dei personaggi (militari e
scenziati al posto di viandanti e teppisti), le mutilazioni (e qui il buon
Savini ci ha dato dentro!) e poco altro; la ricetta rimane sostanzialmente
invariata.
E chi si lamenta? Sarei disposto a
trangugiare un'altra dozzina di episodi alla Romero piuttosto che torturarmi
con le innovazioni stilistiche (?) dei vari Final Destination e
Resident Evil. Ma cosa volete farci? I tempi cambiano, Wes Craven
è passato da pellicole estreme come L'ultima casa a Sinistra a
pappette insipide come Scream e Peter Jackson da Bad Taste
è approdato alle mega-produzioni Hollywoodiane; il mondo è
una ruota che gira e, per quanto ci piacerebbe, non possiamo fermarla. Ma bando
a questo inutile filosofeggiare nostalgico, rispolverate la vostra copia de "Il
Giorno dei Morti viventi" (solo il titolo mi fa sobbalzare di fiera gioia) e
andate ad infilarla nel videoregistratore; pronti? Bene, vedo che le patatine
ed i pop-corn non mancano (e se avete dimenticato il ketchup chiedete aiuto a
Savini; ne ha da vendere...): che lo spettacolo cominci, allora!
|