Allez France, Vive la France! Verrebbe da dire ultimamente data la mole di prodotti inerenti al nostre genere preferito (e non solo) che questo paese dalla popolazione saccente e antipatica ma almeno, non solo convinta, ma anche capace di sfornare film non di certo capolavoro ma almeno ben fatti e di sicuro appeal.Ma siamo sicuro che ogni chicco d'uva d'oltralpe sia appetibile?
Le danze si aprono con i vari tafferugli che pare stiano dando sempre più colore (rosso) alle vicissitudini transalpine. Fra questi subbugli d'ordine fra polizia e volgo un gruppetto sgangherato fa quel che si dice una rapina. Intoppo del fato: uno di loro, fratello di uno dei componenti, viene ferito quasi a morte. L'unica donna del gruppo è casualmente incinta. Ovviamente il padre è fra di loro ed è un Ex. Per cercare di salvare il moribondo il gruppo si divide. Due più ferito vanno in ospedale pur rischiando le carceri, gli altri due più scaltri e menefreghisti, nonostantre vi sia il fratello nella coppia, decide di anticipare il piano di fuga verso l'Olanda pernottando nella prima pensione considerata utile e fuorimano.
In questa, a quanto pare a conduzione familiare, faranno conoscenza con due donne alquanto bizzarre: una bionda mascolina e famelica e l'altra alquanto scorbutica e ambigua. Che però dietro l'incitamento dell'omaccione Cuoco non disdegneranno una sana scopata con i due fuggiaschi. Che dopo una cena decisamente poco calorosa in cui voleranno epiteti poco edulcorati da parte loro nei confronti delle due pulzelle verranno sonoramente sculacciati e messi alla fuga dal fratello cattivo e nazista. Sì perchè poco distante dalla bucolica pensione, in una vecchia miniera, risiede il resto della famigliola in cui facciamo conoscenza con un cuoco ancora più lercio e obeso, un'altra ragazza piuttosto deforme e il padre: un vecchio ufficiale nazista che ha molto a cuore i bei tempi andati del regime. Nel mentre ciò che rimane dei due fuggiaschi viene raggiunto dal terzetto ritornato duetto (il ferito da moribondo guadagna il bonus di morto) che viene a conoscenza dei suddetti padroni di casa.
Sinceramente m'attendevo di più dopo le cronache entusiaste su tale opera prima del regista di HitMan (che a quanto pare invece ha elemosinato solo critiche negative dietro l'altra non facendosi risparmiare da nessuno, patiti del videogioco compreso) che pareva seguire il filone che tanto scalpore sta riscuotendo in patria e fuori dai confini.
E invece al di là di una fotografia buona ma non da sola capace di sorreggere una trama piuttosto derivativa e scontata, noiosetta per chi conosce a menadito qualsiasi versione di Non aprite quella porta (si, compresi i remake anzi forse più incline ad essi) e la Casa dei Mille corpi. Si parlava d'eccessi di sadismo, di tensione, di polemiche razziali.. ma ho trovato sì tutto questo ma in toni blandi e già visti e rivisti e spesso meglio altrove. Non un pessimo film (qui Uwe Boll non è di casa) ma è un continuo dejà vù privo di mordente. Magari dategli un'occhiata giusto per farmi cambiare idea e trovare quegli aspetti esaltanti tanto decantati che io non son riuscito a trovare.
E sì che ero pure contento per una volta che il ritardo nella distribuzione italiana era stato colmato in tempi non eccessivi (solo un anno e per giunta dopo la distribuzione di Hitman).
Magari è motivo di soddisfazione ugualmente, per carità. Dato che in italia non siam capaci di fare roba neppure tanto scialba ma solo idiozie raffazzonate e pecorecce da doverci accontentare dei successi altrui.
E quindi Vive la France, dato che l'Italie sta a guardà.