Il nipote del barone Frankenstein, dopo
aver sfuggito per anni la triste reputazione della famosa famiglia, eredita il
castello del celebre nonno e rivive le sue esperienze... con qualche
differenza. Piccolo gioiello del cinema degli anni 70, Frankenstein
Junior è un film che tiene dall'inizio alla fine, riuscendo a rifare il
verso non solo ai singoli particolari del genere "Frankenstein" ma anche
rovesciandone il significato generale in parodia: la parodia è una forma
d'arte sicchè, al pari della tragedia, della commedia, riesce solo
quando la mente (o le menti) che la creano mantengono una costante
"ispirazione".
E il caso di questo film, Brooks
riesce a tenere saldamente in mano trama, battute, ritmo, senso generale,
regalando allo spettatore ben oltre che una piacevole visione, come il ricordo
familiare della nutrita serie di battutte che, pure a distanza di anni,
rimangono a far parte del repertorio collettivo di citazioni buffe, come un
segno indelebile e simpatico ricordo.
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