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DEATH DOOR


 
Titolo originale :  Ripper 2: Letter from Within
Produzione:  UK, 2004
Regia:  Jonas Quastel; Lloyd A. Simandl
Cast:   Erin Karpluk; Nicholas Irons; Mhairi Steenbock; Jane Peachey
 


La protagonista è Molly, e il ritmo della sua vita è scandito da visioni di morte e assassini; viene rinchiusa in un ospedale psichiatrico per essere curata (anche se assomiglia di più ad una galera), ma i le terapie e i farmaci non producono alcun risultato confortante. Da Praga arriva una soluzione possibile: un famoso psichiatra mette a punto una nuova tecnica di cura mentale basata su sbalzi temporali e spaziali in una realtà virtuale, gli viene affidato il caso di Molly….

Da subito la regia si presenta all’avanguardia, visionaria e vertiginosa, ma quanto di buono prodotto nei primi minuti viene rovinato dall’apparizione di Molly, la protagonista: per carità, ragazza carina, ma più che l’attrice di un horror/fantascientifico avrebbe potuto partecipare al casting per bim bum bam. Sale operatorie, malattie mentali, metodi radicali, lo scenario è ben studiato, ma attori e dialoghi sono veramente agghiaccianti a parte la figura del dottore che potrebbe tranquillamente essere ripescato da un Brian Yuzna piuttosto che da Tobe Hooper. Non esagero quando affermo che mi sembra di rivedere la combriccola di Saw 2, man mano che si procede la situazione peggiora sempre di più, tempi morti interminabili, pause senza alcun senso (apparente), spargimenti di sangue inesistenti, tensione pari ad un cartone di Tom e Jerry.

Per la serie Trama accettabile/ Attori non pervenuti, le lacune accumulate durante la visione divengono pari all’oceano indiano! L’assassino (ammesso che sia reale) non sa proprio cosa significhi il clima di terrore e la malattia mentale; vi è addirittura una scopiazzatura clamorosa della morte virtuale=morte nella realtà direttamente da Matrix. Col passare del tempo il tutto diviene inevitabilmente insopportabile (dio mio ma quand’è che finisce?), già, perché il problema di fondo è che comunque i morti sono uno o due in tutto il film….

 
Emiliano Sicilia


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