Voi tutti di sicuro, se siete ammiratori di Brian
DePalma, geniale regista di "Vestito per uccidere", "Omicidio a luci rosse",
non potete esservi lasciati sfuggire questo magnifico esempio di teen horror
movie. E'noto che non si tratta di quelle pellicole con psicopatico atto a
togliere di mezzo allupati rappresentanti della gioventù americana ma di
un soggetto tratto dal primo romanzo di Stephen King, quello che ha dato fama
al "re del brivido".E' la vicenda di Carrie White, interpretata da una giovane
Sissi Spacek, una adolescente timida e bruttina che, cresciuta piena di
complessi con una madre fanatica religiosa(una Piper Laurie da Oscar), è
sbeffeggiata da compagne di classe ipocrite e maligne. Una di queste,
approfittando del fatto che Carrie è stata invitata al ballo di fine
corso dal ragazzo di Susy(che vuole solo fare in modo che la ragazza si
inserisca), organizza un'ultima tragica derisione.Ma la furia vendicativa di
Carrie non tarderà a manifestarsi: la ragazza è telecinetica e
può spostare oggetti e persone con la sola forza del pensiero...tutti
nella sala periscono in un falò ma la notte di terrore non è
ancora finita...
DePalma mette in scena tematiche che non possono non
lasciare indifferenti gli spettatori adolescenti, anzi che proprio li
riguardano direttamente: l'intemperanza, l'inconsapevolezza, la solitudine, la
spensieratezza ritrovata, l'incomprensione di un genitore fissato su valori
antiquati, l'angoscia, la perdita della ragione, il rapporto con la religione
visto come un peso cui però non si può rinunciare per rimanere
privi di sensi di colpa. Il tutto in uno splendido esercizio di stile in cui il
regista, oltre a sperimentare tecniche di ripresa come quella di dividere lo
schermo in due versanti in modo che si possano osservare due azioni
contemporanemente, ci regala un'icona entrata nell'immaginario collettivo:
Sissi Spacek, prima radiosa perché finalmente accettata dai suoi
coetanei, si ritrova a vagare coperta di sangue rancido come un essere informe
e stranito(con quegli occhi che quasi le escono dalle orbite!!) dopo aver
massacrato dozzine di persone divertite(tra i quali anche John Travolta,
letteralmente "travolto" nella sua auto poiché artefice della
macchinazione).
Quella dell'incoronazione e della successiva riuscita
dello scherzo è poi una sequenza madre di grande impatto emotivo,
commovente, spiazzante, unica, commentata dall'affascinante musica di Pino
Donaggio e sempre rigorosamente al ralenti.Per non parlare di quando la
"psicopatica" Piper Laurie si vuole liberare della figlia, ignorando
completamente la sua richiesta d'affetto dopo la rovina di un sogno che si
stava realizzando, ma che comunque era "proibito": prima di cedere ai colpi
inferti dalla ragazza, che ovviamente s'è difesa alla punizione della
madre, si contorce orgasmando alquanto rumorosamente e rimane crocifissa con un
espressione angelica come un Cristo sulla croce."Carrie" è un gioiello
di suspence e virtuosismo, il classico film "shock" che oggi nessuno ha
più il coraggio di produrre. Forse proprio perchè, a differenza
di quegli anni '70, l'originalità ormai scarseggia.Da vedere e rivedere.
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