Ecco il miglior film horror di Joe D'Amato.
Dopo numerose regie sado-pornografiche di infimo rango (Porno
Holocaust docet!) "l'artigiano del cinema" per antonomasia confeziona
un'importantissima gemma di rara bellezza. Anche se c'è chi
scommetterebbe su Antropophagus (gran bello slasher, nulla da
ridire) non posso esimermi dallo spezzare la mia lancia a favore di una
pellicola che, insieme a Macabro di Lamberto Bava, ha segnato
indelebilmente la filmografia pseudo-necrofila nostrana. La trama, pur non
presentando risvolti particolarmente inaspettati, delinea in modo
"correttamente inquietante" il profilo psicologico dei personaggi,
permettendoci di affondare ancor di più in una nera spirale di
perversione senza speranza nè fine.
La vicenda narra di una perfida governante
invaghita a tal punto del proprio padrone da scatenare una catena di
agghiaccianti eventi e situazioni. La strega, infatti, trarrà vantaggio
dalla prematura scomparsa della fidanzata del datore di lavoro e, sfruttandone
dolore e debolezze, riuscirà (almeno parzialmente) a raggiungere il suo
negletto scopo: avere l'uomo tutto per sè. Nel mezzo della triste
storia, quasi a compendio di un'atmosfera già lugubre oltre ogni dire,
si inseriranno le abominevoli fantasie necrofile dell'amante distrutto che,
respingendo le avance della domestica, riesumerà la salma della
propria amata e... il resto scopritelo da voi.
Buio Omega è un crescendo di
dolore, odio e nefandezze che toglie il respiro. Il compianto regista riesce a
dosare in maniera magistrale struggenti squarci di morbosa tenerezza e ferali
sequenze di follia omicida. Tutto è perfetto, toccante, indimenticabile.
Dalla prospettiva squisitamente tecnica la pellicola è impeccabile;
nessun virtuosismo e nessun errore. Le riprese esterne sono ridotte all'osso; i
minuti scorrono lenti e lascivi all'interno dell'oscura magione, teatro di
indicibili sevizie ed atrocità. La musica dei Goblin (come sempre
all'altezza della situazione) contribuisce a rendere il tutto ancor più
sinistro e surreale. Da segnalare le numerose sequenze splatter (tra le
quali spicca una delle autopsie più terrificanti della storia del
cinema), tanto dozzinali quanto efficaci. Se amate D'Amato (scusate il
gioco di parole), l'horror, o semplicemete il buon cinema, non lasciatevi
sfuggire questo film; non vi deluderà. Solo Buttgereit ed il suo
Nekromantik hanno osato di più; ma questa è un'altra
storia...
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