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BUIO OMEGA


 
Conosciuto anche come:  Beyond the Darkness , Blue Holocaust
Produzione:  Italia, 1979
Regia:  Joe D'Amato
Cast:  Kieran Canter, Cinzia Monreale, Franca Stoppi, Sam Modesto
 


Ecco il miglior film horror di Joe D'Amato. Dopo numerose regie sado-pornografiche di infimo rango (Porno Holocaust docet!) "l'artigiano del cinema" per antonomasia confeziona un'importantissima gemma di rara bellezza. Anche se c'è chi scommetterebbe su Antropophagus (gran bello slasher, nulla da ridire) non posso esimermi dallo spezzare la mia lancia a favore di una pellicola che, insieme a Macabro di Lamberto Bava, ha segnato indelebilmente la filmografia pseudo-necrofila nostrana. La trama, pur non presentando risvolti particolarmente inaspettati, delinea in modo "correttamente inquietante" il profilo psicologico dei personaggi, permettendoci di affondare ancor di più in una nera spirale di perversione senza speranza nè fine.

La vicenda narra di una perfida governante invaghita a tal punto del proprio padrone da scatenare una catena di agghiaccianti eventi e situazioni. La strega, infatti, trarrà vantaggio dalla prematura scomparsa della fidanzata del datore di lavoro e, sfruttandone dolore e debolezze, riuscirà (almeno parzialmente) a raggiungere il suo negletto scopo: avere l'uomo tutto per sè. Nel mezzo della triste storia, quasi a compendio di un'atmosfera già lugubre oltre ogni dire, si inseriranno le abominevoli fantasie necrofile dell'amante distrutto che, respingendo le avance della domestica, riesumerà la salma della propria amata e... il resto scopritelo da voi.

Buio Omega è un crescendo di dolore, odio e nefandezze che toglie il respiro. Il compianto regista riesce a dosare in maniera magistrale struggenti squarci di morbosa tenerezza e ferali sequenze di follia omicida. Tutto è perfetto, toccante, indimenticabile. Dalla prospettiva squisitamente tecnica la pellicola è impeccabile; nessun virtuosismo e nessun errore. Le riprese esterne sono ridotte all'osso; i minuti scorrono lenti e lascivi all'interno dell'oscura magione, teatro di indicibili sevizie ed atrocità. La musica dei Goblin (come sempre all'altezza della situazione) contribuisce a rendere il tutto ancor più sinistro e surreale. Da segnalare le numerose sequenze splatter (tra le quali spicca una delle autopsie più terrificanti della storia del cinema), tanto dozzinali quanto efficaci. Se amate D'Amato (scusate il gioco di parole), l'horror, o semplicemete il buon cinema, non lasciatevi sfuggire questo film; non vi deluderà. Solo Buttgereit ed il suo Nekromantik hanno osato di più; ma questa è un'altra storia...


 
Davide Rigamonti


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