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V PER VENDETTA


 

Titolo originale: V for vendetta

Produzione:  USA, 2006
Regia:  James Mcteigue
Cast:  Natalie Portman, Hugo Weaving, John Hurt
 

Il 5 Novembre nel Regno Unito viene ricordato per il tentativo fallito nel 1605 da parte di Guy Fawkes di far saltare il parlamento. E' proprio il 5 Novembre di molti anni dopo, in un' Inghilterra scampata alla guerra nucleare e ormai sotto la tirannia di Adam Sutler, il capo del Governo fascista che usa corpi speciali come quello degli spietati Castigatori per mantenere l'ordine, che una figura misteriosa, con una maschera in dosso e che si fa chiamare V decide di portare a termine quanto non era riuscito a Fawkes. La giovane Evey Hammond salvata dalle grinfie dei Castigatori proprio da V , avrà il privilegio di assistere da un punto di vista privilegiato al primo degli attentati che il misterioso eroe ha in serbo per Londra e il suo regime fascista. La ragazza scoprirà piano piano le trame oscure di chi controlla il potere e deciderà di sposare la causa di V . Per quanto i suoi metodi le appaiano violenti e spietati, infatti capirà ben presto di trovarsi di fronte ad una figura complessa, romantica e sfortunata che finirà per affascinarla totalmente. Il carisma della figura mascherata farà ben presto presa anche sulla popolazione che inizierà ad aprire gli occhi e riprendersi ciò che il regime di Sutler le ha portato via: la libertà.

Quella di James Mcteigue, qui alla prima prova da regista dopo aver collaborato con alcuni dei principali esponenti del cinema fantastico, più che una trasposizione dell'apprezzatissimo fumetto di Alan Moore, è un vero e proprio adattamento cinematografico. L'intreccio risente senza dubbio degli eventi sociali e politici del nostro tempo e cerca di venire incontro ai gusti di un pubblico sempre più abituato alle tecnologie futuristiche. Così non ci si trova più nella Londra del 1997 come nelle tavole di Moore, ma in un futuro più o meno imprecisato in cui l'importanza politica dei media viene sottolineata in modo più marcato e dove è tangibile un certo modo di agire tipico del terrorismo islamico dei nostri giorni. Il film sembra rilanciare il tema dello scontro ideologico tra potere e resistenza violenta, propendendo apparentemente per quest'ultimo come sembra suggerire il suggestivo e bellissimo finale. V è un eroe sui generis, che uccide i membri degli alti vertici politici, che cita Goethe e sa a memoria le battute de Il conte di Montecristo .

 

Un moderno Fantasma dell'opera che porta una maschera per coprire il proprio viso e va in cerca di vendetta per sé stesso, per qualcun altro o forse per tutti. In questo sta la bravura del regista australiano: mettere in scena un film dalle atmosfere dark, a suo modo visivamente molto spettacolare, ma capace di resistere alla tentazione di basare tutto su impossibili duelli e sbalorditivi effetti visivi. Una pellicola che alterna momenti di azione a scenette macchiettistiche, in cui i sanguinosi combattimenti aprono la porta a riflessioni politico-sociali.Natalie Portman riesce a reggere con bravura il peso di un personaggio che rispetto al fumetto viene ad assumere un ruolo più centrale, a discapito del suo rapporto con l'eroe, anche se la palma per la migliore interpretazione spetta di diritto a John Hurt, nei panni del sanguinario Adam Sutler.

 
Stilgar


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