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ZOMBI 2


 
Aka:   Zombie
Produzione:  Italia, 1979
Regia:  Lucio Fulci
Cast:  Tisa Farrow, Ian McCulloch, Richard Johnson, Al Cliver
 


Una volta in Italia si creava il cinema di genere. Che intellettualmente parlando non si filava nessuno ma che permetteva ai mestieranti di portarsi la pagnotta a casa e, complice il mancato assedio televiso, riempiva le sale del cinema spesso col minimo sforzo di budget ma con l'immenso impegno di chi credeva nella propria vocazione. E così sfilze di western, horror, splatter, erotici, commediacce, polizziotteschi; tutti derivanti spesso da modelli stranieri e spesso al limite del plagio (basti pensare al filone degli zombies o della Casa) ma che avevano il pregio di dar sfogo alla (malsana direbbe qualcuno) creatività di chi si pigliava in mano la patata bollente e toccava renderla appetitosa per lo spettatore.

Cinema per mangiare e riempirsi lo stomaco, insomma. Casareccio da buona trattoria in cui con quattro lire ti riempi lo stomaco fino a scoppiarne, soddisfatto. Un bel dì venne la Francia, che vi trova l'arte ovunque anche nelle latte di merda, e l'America, che la merda è abituata a mangiarla, e rivalutarono il cinema di genere italiano donandogli connotazioni intellettuali ed artistiche ricambiando il favore copiando, o citando se volete, a tutto spiano. Premessa d'obbligo per parlare di un film controverso ma che diede luce ad un Maestro indiscusso (palle fu discusso eccome) come il Dottor Lucio Fulci e che lo consacrò come uno dei migliori registi horror in Italia e nel mondo in seconda istanza.

Parrebbe riduttivo limitare un regista che ha co-sceneggiato svariati film di Totò, scoperto Celentao e Franchi&Ingrassia, imperversato con ottimi risultati in tutti i generi e che ha mandato a quel paese il lavoro di Visconti sbugiardando tutte le riprese rubate a Renoir ma tant'è.. a quanto pare per i critici l'acme artistico lo riservò proprio al filone a noi tanto caro. E torto in linea di massima non lo si potrebbe serbare. Zombi 2, titolo per il sottoscritto quanto meno inadeguato, non per la materia trattata ma per evitare i richiami allo Zombi di Romero/Argento che giustamente si sentirono chiamati in causa (per fortuna non legale) e che molto furbescamente furono tacciati da quella volpaccia di Fulci.

Ovviamente i richiami erano fortemente voluti dato il successo mondiale dello Zombie movie Romeriano ma chiudiamo un occhio (che con Fulci in tal senso bisogna sempre stare attenti) e l'altro riserviamolo magnanimamente alla visione quando il risultato in fin dei conti giustifica il mezzo. Non più centri commerciali e satira politica ma una Isola dei Caraibi e la tradizione del Voodoo e fare da sfondo a questo banchetto cannibale inscenato con dovizia di particolari. E classiche geniali sequenze che oltre a dimostare la perizia tecnica del regista ne sottolineano anche la crudezza e inventiva: l'attacco dello squalo ad uno zombi, un occhio infilzato da una trave di legno, un cimitero spagnolo, pasti efferrati a base di carne umana e l'assalto finale (tipico). Citando senza entrare nei dettagli previo Spoiler il suggestivo e nichilistico finale.


 
Tabbo


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