Una volta in Italia si creava il cinema di genere. Che intellettualmente parlando non si filava nessuno ma che permetteva ai mestieranti di portarsi la pagnotta a casa e, complice il mancato assedio televiso, riempiva le sale del cinema spesso col minimo sforzo di budget ma con l'immenso impegno di chi credeva nella propria vocazione. E così sfilze di western, horror, splatter, erotici, commediacce, polizziotteschi; tutti derivanti spesso da modelli stranieri e spesso al limite del plagio (basti pensare al filone degli zombies o della Casa) ma che avevano il pregio di dar sfogo alla (malsana direbbe qualcuno) creatività di chi si pigliava in mano la patata bollente e toccava renderla appetitosa per lo spettatore.
Cinema per mangiare e riempirsi lo stomaco, insomma. Casareccio da buona trattoria in cui con quattro lire ti riempi lo stomaco fino a scoppiarne, soddisfatto. Un bel dì venne la Francia, che vi trova l'arte ovunque anche nelle latte di merda, e l'America, che la merda è abituata a mangiarla, e rivalutarono il cinema di genere italiano donandogli connotazioni intellettuali ed artistiche ricambiando il favore copiando, o citando se volete, a tutto spiano.
Premessa d'obbligo per parlare di un film controverso ma che diede luce ad un Maestro indiscusso (palle fu discusso eccome) come il Dottor Lucio Fulci e che lo consacrò come uno dei migliori registi horror in Italia e nel mondo in seconda istanza.
Parrebbe riduttivo limitare un regista che ha co-sceneggiato svariati film di Totò, scoperto Celentao e Franchi&Ingrassia, imperversato con ottimi risultati in tutti i generi e che ha mandato a quel paese il lavoro di Visconti sbugiardando tutte le riprese rubate a Renoir ma tant'è.. a quanto pare per i critici l'acme artistico lo riservò proprio al filone a noi tanto caro. E torto in linea di massima non lo si potrebbe serbare.
Zombi 2, titolo per il sottoscritto quanto meno inadeguato, non per la materia trattata ma per evitare i richiami allo Zombi di Romero/Argento che giustamente si sentirono chiamati in causa (per fortuna non legale) e che molto furbescamente furono tacciati da quella volpaccia di Fulci.
Ovviamente i richiami erano fortemente voluti dato il successo mondiale dello Zombie movie Romeriano ma chiudiamo un occhio (che con Fulci in tal senso bisogna sempre stare attenti) e l'altro riserviamolo magnanimamente alla visione quando il risultato in fin dei conti giustifica il mezzo. Non più centri commerciali e satira politica ma una Isola dei Caraibi e la tradizione del Voodoo e fare da sfondo a questo banchetto cannibale inscenato con dovizia di particolari. E classiche geniali sequenze che oltre a dimostare la perizia tecnica del regista ne sottolineano anche la crudezza e inventiva: l'attacco dello squalo ad uno zombi, un occhio infilzato da una trave di legno, un cimitero spagnolo, pasti efferrati a base di carne umana e l'assalto finale (tipico). Citando senza entrare nei dettagli previo Spoiler il suggestivo e nichilistico finale.
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