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VIOLENT SHIT


 
Titolo originale:  Violent Shit
Produzione:  Germania, 1987
Regia:  Andreas Schnaas
Cast:  Andreas Schnaas,
 


Chi ha detto che Ed Wood è il regista peggiore della storia del cinema? Chi pensava di aver raggiunto l'apoteosi dello splatter con i massacri fulciani ed i cannibali di Deodato? Chi pensava, in poche parole, di aver visto tutto? Ebbene, cari saputelli, questa è la recensione che cambierà il vostro modo di concepire ed intendere il termine trash. Ecco a voi Violent shit, ovvero: "non avete ancora visto niente!". Preparatevi all'opera più sporca, rozza e malata del secolo ed accogliete con un bell'applauso il folle Andreas Schnaas, deus ex machina della trilogia teutonica di culto in questione. Già, avete capito bene: trilogia. Probabilmente, infatti, il regista, non pago dello spargimento di sangue compiuto nel primo capitolo, ha pensato bene di realizzare altri due devastanti sequel, nella speranza di riuscire ad immortalare su pellicola il suo personale (ed apparentemente infinito) campionario di mutilazioni e squartamenti; ma questa è un'altra storia... Parilamo ora, invece, di questo primo Violent Shit (Merda violenta, vi basta il titolo come premessa?), in cui facciamo la conoscenza dell'eroe (?) della vicenda (e che, a parte piccole "variazioni genealogiche", sarà il mattatore del trittico di Schnaas): Karl The Butcher (sic!). Davvero volete conoscere la trama? Eccovi accontentati: il buon Karl, dopo aver ucciso la madre a colpi di mannaia in tenera età e dopo essere riuscito ad eludere la sorveglianza (massacrandola, ovviamente!) che fino a quel momento aveva tarpato le ali al suo hobby preferito (l'omicidio efferato), comincia a seminare morte e terrore nelle meravigliose boscaglie made in Germany che fanno da sfondo alla sanguinolenta vicenda.

Il resto è solamente tanto sano (si fa per dire, ovviamente) splatter. E allora, che la festa abbia inizio; diamo il via a quest'inimmaginabile sarabanda di arti amputati, di teste e tronchi segati nel mezzo, di seni asportati con tecniche alquanto discutibili e di macellazioni varie. In due scene clou della pellicola assisteremo ad altrettanti incontri emblematici da parte del protagonista: in uno, infatti, Karl, avrà il (dis)piacere di conversare amabilmente con Satana in persona (da qui, presumibilmente, si svilupperà la sua bramosia di terrore e distruzione), nell'altro, durante un mistico stato di trance, sevizierà (sino all'eviscerazione feroce) niento poco di meno che Gesù Cristo (!!!) crocifisso. Detto questo, penso non ci sia altro da aggiungere, se non che Violent Shit è un "film" (e già qui il termine risulta alquanto azzardato) girato talmente male da ipotizzare che sia stato ripreso con una scassata e banalissima videocamera a mano (e forse, asserendolo, non ci allontaniamo troppo dalla verità). I quadri sono traballanti e sfuocati, il montaggio è quanto di più casereccio mi sia mai capitato sotto gli occhi, gli attori (ah già, dimenticavo: Karl The Butcher è interpretato proprio da "Zio" Andreas) sono ridicoli, gli effetti speciali assurdi (basti pensare a una massa di intestini realizzata con dei salami ricoperti di mostarda), eppure... l'opera funziona.

Magia... Nonostante gli innumerevoli handicap sopra elencati, infatti, Violent Shit colpisce nel segno, andando a minare le zone più "tenere" ed esposte dello spettatore; anche del più scafato. Le virazioni in sedici colori, poi, danno un tocco "pastello" ed infantile al maelstrom di immagini truculenti e nauseabonde sparate all'impazzata, legando sempre più l'opera di Schnaas alla follia schizoide più esasperata. In conclusione, ecco la mia opinione riguardo Violent Shit: non dico "un capolavoro", non dico "da avere", ma, senza ombra di dubbio, ci troviamo davanti ad una colonna portante dello splatter mondiale: quantomeno (e lo annuncio senza riserve) da vedere.


 
Davide Rigamonti


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