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VERSUS


 
Titolo originale: Versus
Produzione:  Japan, 2000
Regia:  Ryuhei Kitamura
Cast:  Tak Sakaguchi, Yuichiro Arai, Hoshimi Asai, Kenji Matsuda
 


Prendete uno stagionato film di Bruce Lee, aggiungete 3/4 di Matrix, una manciata di Mission Impossible, un pizzico di Tarantino, un velo di Highlander, zombies di Romero quanto basta, la sempre verde lotta tra bene e male, un frizzante “dark hero”, amalgamate con della fresca ironia nipponica ed innaffiate il tutto con ettolitri di sangue...otterrete “Versus”: 2 ore di sano divertimento.
Il film inizia con schermo nero e scritte in giapponese che recitano così: “Nel nostro mondo esistono 666 portali, nascosti e sconosciuti agli esseri umani, che collegano il nostro mondo ad un’altra dimensione. Da qualche parte in Giappone esiste il portale 444, la foresta della resurrezione”. La trama é tutta qui, due “guerrieri”, che incarnano le forze del male e del bene si danno appuntamento ogni secolo per cercare di aprire questa porta seguendo un rituale.


La storia certo non brilla per originalità, ma riesce a reggere i 118 minuti di pellicola senza mai stentare, grazie ad un’ottima sceneggiatura (scritta dallo stesso regista), mai prevedibile e demenziale al punto giusto.
Ryuhei Kitamura (un promettente trentenne) sforna come sua opera prima un piccolo capolavoro.
La mezzora iniziale é da incorniciare...ritmo indiavolato, montaggio da videoclip “d’autore”, colonna sonora rock...insomma un “noir” sostenuto dalla verve degna del miglior John Woo.
Il film improvvisamente cambia...La foresta della resurrezione, stimolata, dalla presenza delle forze del male, sprigiona la sua energia, rianimando i morti...caso vuole che il terreno di questo bosco sia il cimitero della yakuza. Horror, di quello buono...gli zombi non hanno le caratteristiche romeriane, non mangiano i vivi, bensì gli sparano...he si! Avete capito bene, i defunti sono dei gangster che risorgono dai rispettivi loculi armati fino ai denti, intraprendendo divertenti e convulse sparatorie. Davvero ottimo!


La steady-cam segue a velocità vertiginosa le evoluzioni dei protagonisti, impegnati in una serie infinita di combattimenti, per poi bloccarsi in improvvisi e lunghissimi rallenty. Lo stile di questi combattimenti ricorda molto i manga giapponesi , come Ken il guerriero e Berserk.
La padronanza tecnica di Kitamura é impressionante, 2 ore di film girato esclusivamente in esterni, sempre con la stessa scenografia naturale (la foresta), con solo una decina di attori (tutti eccezionali)...una vicenda raccontata in tempo reale, cioé la durata del film (eccezion fatta per un breve prologo medioevale ed un epilogo post-atomico). Nonostante ciò Kitamura riesce ad incollare lo spettatore alla poltrona (al tappeto nel mio caso), senza essere noioso o pedante...i toni epici sono spesso smorzati dalle gags dei protagonisti (ci sono personaggi davvero assurdi). Il combattimento finale tra bene e male, con le classiche spade da samurai, dura circa 20 minuti...
e si gusta per tutta la sua durata.


Gli effetti speciali (non digitali) sono davvero notevoli...un film di “qualità”. Unica nota negativa che mi sento di apostrofare a questa pellicola é forse lo stile piuttosto ripetitivo dei combattimenti... considerando però, che Versus é il suo primo film, mi sento di concedere questa licenza a Kitamura.
Il film ha vinto nel 2001 il premio come miglior regia al Fantafestival, tra gli applausi e gli schiamazzi di un pubblico in delirio (tra cui il sottoscritto), che ha salutato Versus come il “salvatore” di quell’edizione dell’appuntamento romano. E’ uscito da poco il secondo film di Kitamura, “Alive”...spero il regista giapponese sia riuscito a mantenere le attese che Versus ha inevitabilmente delineato.

 


 
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