Survive Stile 5+ non è un film horror. A volerla dire tutta, non è neanche un film...cosa che in questo caso non rappresenta un aspetto negativo.
Gen Sekiguchi, alla sua prima (ed al momento unica) esperienza cinematografica, sfoggia dietro la macchina da presa tutto il bagaglio d’esperienza maturato nel campo dei video (sia musicali che pubblicitari). Il suo approccio al cinema è alquanto sfrontato, privo di timidezze, timori riverenziali ed esplode in un trionfo di ritmo, colori e assurdità.
In una cornice estetica di straordinaria bellezza, Survive Stile 5+ racconta le vicende di 5 nuclei familiari (o meglio di 5 stili di convivenza, o meglio ancora di 5 stili di interazione sociale) che finiscono con l’incrociarsi, sfiorarsi dando origine a conseguenze tali da stravolgere il “normale” andamento quotidiano.
Sekiguchi si diverte a scandagliare a fondo il senso dei rapporti umani e lo fa in maniera violentemente poetica, narrando delle storie oltre il confine dell’assurdo che lasciano, al loro termine, allo spettatore un retrogusto di morale da “c’era una volta”.
Il ritmo del film è indiavolato e si mantiene costante (grazie ad un montaggio “estremo”) per tutta la sua durata (2 ore circa). Gli fa eco una colonna sonora rock di buon livello che chiude, sui titoli di coda, con una cover “alternativa” di “I will survive” dei “Cake”.
Survive Stile 5+ ha però dei grossi difetti: è divertente, è giapponese, è l’opera prima di un “videoclipparo”.
Secondo un “inculcato” sillogismo, che più che snob è fondamentalmente sbagliato, un film per godere dei favori universali della critica deve essere lento, noioso e occuparsi di temi “scottanti”.
Per cui l’opera di Sekiguchi, non rispondendo a tali dettami, non può che essere relegata nel “ghetto” dei “filmetti”. Se un film giapponese narrato alla velocità del suono rappresenta di per sé un ossimoro che dunque ne snaturalizza l’identità, è altresì vero che se tale scelta stilistica nasce, oltre che da una personale esperienza in ambienti che rihiedono ritmi diversi, da un riverente omaggio ad un determinato stile cinematografico europeo (inglese, spagnolo e francese), il valore di tale “tradimento” (o ammiccamento occidentale) assume connotati diversi.
Survive Stile 5+ è “letteralmente” un film bello da vedere, fotografato, girato e montato alla perfezione. Le grandi interpretazioni di Tadanobu Asano, Vinni Jones, Reika Hashimoto, Ittoku Kishibe, confermano tutto ciò che di buono traspare in questo film.
Seppure buona parte dei critici si stia ancora domandando come abbia fatto Gen Sekiguchi a trovare un produttore per un’opera talmente ambiziosa e sebbene (agli occhi di un occidentale) Survive Stile 5+ possa risultare meno “geniale ed innovativo” di quanto lo sia in patria, questo film merita di essere visto ed avrebbe anche meritato (senza peraltro sfigurare) una distribuzione nelle sale nostrane.
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