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SLITHER


 
Titolo originale:  Slither
Produzione:  Canada, 2006
Regia:  James Gunn
Cast:   Nathan Fillion, Elizabeth Banks, Gregg Henry, Michael Rooker
 

Quando ad un appassionato di film horror viene data la possibilità di girare un film e la libertà di muoversi come vuole e se il soggetto in questione è anche dotato di talento…beh, il risultato non può essere che “Slither”. James Gunn, dopo la gavetta nella Troma e dopo aver scritto, con buoni risultati, la sceneggiatura del remake di “zombi” si trova alle prese con il suo primo lavoro (serio) dietro la macchina da presa. Slither in effetti è una sorta di remake “apocrifo” di un capolavoro horror anni ’80: “Dimensione Terrore” di Fred Dekker. Ne riprende il titolo (in originale “Night of the Creeps”), il plot, i viscidi mostri e la simpatica trovata di farcire il tutto con miriadi di citazioni cinefile (divertenti da scovare).

James Gunn, mantiene lo stile ironico del film ispiratore, ma riesce (come aveva già fatto con “L’alba dei morti viventi”) nell’operazione di svecchiamento. Inoltre non lesina buone dosi di cinismo (mostrandoci ad esempio una cittadina di “mostri” prima ancora dell’invasione aliena), non evita chiari omaggi ai suoi film preferiti (da Yuzna a Romero, passando per Cronenberg), dosa bene la verve comica e dà ampio spazio agli effetti speciali. Gli ingredienti ci sono tutti, il meteorite, il parassita alieno, gli zombi, la cittadina invasa, i pochi eroi che tentano di fronteggiare il male. Tuttavia sarebbe riduttivo identificare in “Slither” un semplice omaggio al cinema che fu, Gunn trasmette alla pellicola una forte personalità, capace di renderla indipendente nonostante le innumerevoli fonti di riferimento ed i luoghi comuni del genere. Regia e sceneggiatura si affiancano, strisciando sinuose e rapide (come il mostro alieno) tra i frame del film fino ai titoli di coda.

Gli attori riescono a reggere il gioco di Gunn arricchendo ancor più questo piccolo gioiello. Menzione speciale per Michael “pioggia di sangue” Rooker (vi ricordato lo sguardo di “Henry”?) nei panni dell’amorfo mostro “simpatico” e delle due bambine (nel film Emily e Jenna Strutemyer) uscite dallo stampo di Karen Cooper (la bambina zombi di Romero). “Slither” rappresenta uno sguardo al passato in prospettiva futura, un film “diverso”, lontano dall’omologazione stilistica imposta dalle majors e forse proprio per questo (nonostante sia targato Universal) non ha goduto di una buona distribuzione. Basti pensare che in Italia è stato stampato in 15 copie, non ha avuto un minimo di promozione ed ha occupato le (poche) sale nostrane solo per qualche giorno. Un film degno di maggiore attenzione. Se decideste di vederlo, non distogliete lo sguardo dallo schermo fino all’ultimo secondo dei titoli di coda.

 
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