Home page




SCHRAMM


 
Titolo originale  Schraam
Produzione:  Germania 1993
Regia:  Jörg Buttgereit
Cast:  Micha Brendel, Carolina Harnisch, Volker Hauptvogel, Gerd Horvath
 


Immenso Buttgereit! Dopo Nekromantik e Der Todesking, il prode regista teutonico (spalleggiato come di consueto dall'inseparabile produttore Manfred O. Jelinski) ci delizia con una nuova perla d'avanguardismo cinematografico, un concentrato inenarrabile di follia e tristezza che, ne sono sicuro, non mancherà di colpirvi direttamente al cuore. La trama serpeggia malefica tra i lugubri ambienti della degradata (nonchè degenerata) quotidianità di Schramm, un omuncolo apparentemente innocuo ed insignificante dentro il quale alberga un incontrastato oceano di perversione. Difficile esplicare il vastissimo caleidoscopio di emozioni che il cineasta tedesco riesce ad infondere in poco più di un'ora di pellicola (settantacinque minuti, per l'esattezza), difficile rendere giustizia in poche righe a quest'accurata analisi d'una mente traviata e distorta, e, ancor di più, è difficile nominare senza imbarazzo le più atroci bassezze sessuali a cui si assiste durante questo allucinante viaggio nei meandri d'un'odierna pazzia sin troppo verosimile. Schramm è un debole, un fragilissimo spirito nero, un triste individuo animato da puro, terrificante e fanciullesco odio; assolutamente da brividi.

Trovando supponente e delittuoso il tentativo di tracciare uno schema psicologico dell'opera, preannuncio che non mi soffermerò sui frequentissimi (ed azzeccatissimi) simbolismi del film; ognuno li vivrà con l'intensità ed il significato che più riterrà opportuno. Indispensabile trovo invece elargire note di plauso agli attori (Florian Koerner Von Gustorf-Schramm e Monika M.-la prostituta della porta accanto), alla stupenda colonna sonora di Max Muller e Gundula Schmitz ed agli efficacissimi effetti speciali di Michael Romahn. Schramm, pur non raggiungendo i livelli di Nekromantik, si conferma comunque come una delle migliori opere del buon "Jorg di Germania" (seguita a ruota da Der Todesking) e si eleva ad assoluti livelli di magnificenza. Se non mi credete guardate la scena dell'omicidio dei testimoni di Jehovah e v'accorgerete di trovarvi di fronte ad una delle sequenze più dure e feroci (più per i contenuti che per le immagini) dell'intera cinematografia moderna.

Poche scuse: ci troviamo di fronte ad un geniale, commovente, realistico e nauseante ritratto di serial-killer. Se siete stanchi di falsi psichiatri cannibali ed assassini all'acqua di rose non lasicatevi sfuggire questo film; anche se alla prima visione vi parrà ostico ed eccessivamente criptico non datevi pervinti: perseverate e scoprirete uno scrigno colmo di dolore e sofferenza davvero struggente e prezioso.


 
Davide Rigamonti


Webmaster Demon

Design by


© De Profundis copyright 2000-2002 - All rights reserved, all pictures and texts are respective author's property.