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IL RITORNO DEI MORTI VIVENTI


 
Titolo originale:  The Return of the Living Dead
Produzione:  USA, 1985
Regia:  Dan O'Bannon
Cast:  Clu Gulager, James Karen, Don Calfa, Thom Mathews.
 


Il folle genio di Dan O'Bannon partorisce una pellicola straordinaria sul mito degli zombi. Proprio nello stesso anno i cui Romero si appresta a concludere la sua angosciante trilogia sui morti viventi, il "Ritorno dei morti viventi" si propone di svecchiare le carcasse putrescenti dei ritornanti, dandone una personalissima rilettura che rimane sospesa tra parodia e denuncia politica. Fin dal titolo appare chiaro l'intento del regista: gli zombi hanno già invaso gli schermi cinematografici, ma ciò che finora non é stato rivelato agli spettatori é la verità sulla loro natura. Se la visione nichilistica di Romero aveva contribuito a turbare i sogni degli ignari spettatori, é anche vero che il buon George lasciava un barlume di speranza, non sociale, ma individuale. E' possibile lottare, sopravvire... anche se tale sopravvivenza appare irreversibilmente fittizia. O'Bannon non propone vie d'uscita, ciò che a Romero era stato impedito rivelare (secondo uno dei protagonisti del film) é proprio questa terribile verità. La Trioxina, Il defogliante chimico partorito dai laboratori militari americani, ha un piccolo effetto collaterale...fa resuscitare i cadaveri.

Questi zombi però hanno poco a che vedere con i cugini romeriani: Sono mossi dal primordiale istinto di nutrirsi, ma gradiscono solo il cervello delle loro vittime, le caratteristiche movenze impacciate e rallentate sono sostituite da scatti felini e agilità atletica, il perenne stato inebetito e l'assoluta mancanza di una coscienza sono soppiantate dall'intelligenza strategica del predatore e dalla consapevolezza di avere uno scopo... infine la chicca, sono assolutamente indistruttibili, non esiste un metodo per sbarazzarsene e non provate mai a bruciarne i corpi perché sarebbe peggio. Insomma una perfetta macchina da guerra, custodita gelosamente dall'esercito. In questo si può notare un'altra differenza con la trilogia di Romero. I suoi zombi sembrano emergere dal marciume di un'intera società con l'intento di spazzarla via, quelli di O'Bannon sono un prodotto di laboratorio, sono creati, protetti e custoditi volontariamente dall'uomo.

I militari vengono dipinti, non come degli stupidi sopravvissuti (di romeriana memoria) che non si rendono conto (o a cui non interessa molto) ciò che accade intorno, ma come dei moderni templari capaci di ogni atrocità pur di celare i loro segreti. Queste caratteristiche potrebbero far apparire "Il ritorno dei morti viventi" come un film di collocazione "socio-politica", ed in effetti lo è, ma non é semplicemente questo perché la vena ironica voluta dal suo creatore fa di questa pellicola una sorta di "Dr. Stranamore" dell'intera filmografia sugli zombi. Non un altro film sui morti viventi, dunque, ma un filone a parte, il primo di una trilogia che si sviluppa autonomamente ed in direzione parallella, non convergente, a quella romeriana.



 
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