Secondo tentativo per il Darione nazionale ormai esportato (per fortuna sua alla faccia dell'italica distribuzione sempre più cieca) in quel degli U.S.A. nel progetto Masters of horror ormai trasformatosi da esperimento di culto a vero e proprio serial periodico. E ritorna con un episodio, almeno stilisticamente e ambientalmente, più ispirato rispetto al predecessore (Jennifer, per quei due tre distratti). Abbandonata l'auruea da fiction americana ormai tanto in voga e a dispetto di un plot ridicolo, soprattutto se paragonato al precedente episodio, sforna una piccola chicca per chi è avezzo al territorio horror ingenuotto e ipercalorico.
Il piede calza un pesante stivale in granito sull'accelatore dello sbudellamento tanto da chiedersi se stavolta l'episodio ad opera della mannaia sarà costui dopo la chicca di Imprint (ma lì era altra pasta indigeribile, decisamente).
Il plot si basa sulla fissazione del solito made self man americano stavolta incline alla conciatura delle pelli praticata in una bettola misconosciuta e le chiappe per una ex modella sfigata ora conscia della carriera da strip girl e da mignotta. No che le cose debbano andare sempre di pari passo, ma nell'economia della storia dopo la visione sfido chiunque a contrariarmi. A tale ometto, un Meat Loaf sempre più dalla chioma meno folta in contrapposizione all'aumento dei chili ma dall'indubbio carisma sudaticcio, vengono proposte le più belli pelle grezze di procione mai viste da occhio umano. Peccato che tali procioni fossero maledetti..
Il resto è un tripudio di auto e non mutilazioni a sangue freddo applicate col sorriso sulle labbra e quando meno uno se l'aspetta. Ora magari attenderemo fiduciosi il terzo episodio sperando che sia la summa di quando dimostrato finora.
Magari sfrutterà meglio una storia ben congeniata e d'atmosfera (Jennifer) con soluzioni libere e horrorificamente meglio costruite (Pelts) e ci farà tutti contenti. Nel caso ci si accontenta che la Terza Madre non sia un flop. Anche se..
ps.
menzione d'onore a John Saxon, icona del cinema statunitense padrone di quella faccia da bastardo dentro (era sempre il cattivo nei vari serial tipo A-team, Supercar, blabla e in Atto di forza ad esempio ma gli esempi sarebbero fin troppi) che chiunque ma proprio chiunque ha sempre visto in svariati film. Un gran talento non riconosciuto ai più. Ma una lacrimuccia da noi estimatori l'avrai sempre Johnny. Sniff.
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