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NIGHT OF THE SINNER


 
Titolo originale: Idem
Produzione:  Italia, 2009
Regia:  Alessandro Perrella
Cast: Ivana Miño, Olga Shuvalova, Giannina Salvetti, Marcello Arnone
 


Lara è una giovane bibliotecaria a cui viene affidato il compito di catalogare gli antichi e preziosi libri dell’affascinate biblioteca di un principe la cui bellissima villa si trova a Spoleto. La ragazza è sulle prime entusiasta della possibilità offertale, anche se alcuni aspetti della vita nella villa la mettono a disagio. Uno di questi è il divieto che le viene fatto dalla rigida governante di allacciare rapporti con il giovane David, il figlio del principe. Inoltre il principe stesso si fa negare con il passare dei giorni, dialogando con Rebecca solo via telefono. Una mattina però la ragazza trova qualcosa che la porterà a volerci vedere più chiaro: il diario di Rebecca, la bibliotecaria che l’aveva preceduta qualche anno prima e la cui sorte non sembra essere molto chiara. Il ritrovamento del diario è il pretesto per indagare un passato fatto di segreti, intrighi e violenze.

Perrella costruisce un film senza sbavature rifacendosi ai grandi nomi del cinema gotico di casa nostra. Per farlo punta tutto sulla sceneggiatura, come si conviene a una pellicola di questo tipo. Una storia che diventa più chiara mano mano che si scava nel passato dei protagonisti, un segreto ben custodito che lega in maniera indissolubile i personaggi, superstizioni che aleggiano intorno alla villa. Tutti elementi che riportano inevitabilmente ai grandi nomi del cinema gotico e alle ambientazioni provinciali della celebre trilogia di Avati. La prima parte, molto ben realizzata, introduce lo spettatore nella vicenda scoprendo le proprie carte un po’ alla volta, così come avviene per i personaggi, e facendo intuire una misteriosa rete di raccordo tra essi. Il ritmo cala decisamente nella parte centrale del film che ha il demerito di dilungarsi troppo su alcuni particolari evitabili anche se poi si riprende decisamente per dare vita ad un finale non scontato e sviluppato a pieno.

Il cast, veramente di ottimo livello, vede una bravissima Olga Shuvalova nei panni della giovane bibliotecaria affiancata da una Giannina Salvetti perfetta nei panni della misteriosa governante e si fregia di un Robert Englund che sembra rivestire sempre meglio quei panni che un tempo furono del mai troppo compianto Vincent Price. Il buon vecchio Englund sembra ormai aver acquisito l’esperienza giusta per essere considerato l’icona vivente dell’horror e la sua performance è sicuramente all’altezza. Quello che difetta veramente alla pellicola è un po’ di inventiva, perché se da un lato è vero che il regista riprende temi e personaggi tanto cari ad una splendida stagione del nostro cinema che fu, il fatto che siano passati tanti anni, dovrebbe spingere a tentare qualcosa di diverso per poter rilanciare un genere che soffre troppo di mancanza di idee.

 

 
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