TJudd è il proprietario di uno squallido motel costruito a ridosso di una palude, nelle cui acque vive un famelico coccodrillo. Sul posto giunge Clara, una giovane ragazza fuggita da un bordello in seguito alle molestie di un cliente. Judd, mentalmente squilibrato, la uccide brutalmente e getta il corpo nella palude in pasto al suo coccodrillo. Con un meccanismo collaudato per nascondere le tracce dei suoi delitti, Judd continua a uccidere impunito gli sventurati ospiti, in un crescendo di delirio e di violenza.
Ma quanto amo questo film? Troppo, potrei essere imparziale nel giudicarlo, due anni dopo “Non Aprite Quella Porta” Hooper ci regala un film che è un capolavoro, certo forte è il richiamo alla sua prima pellicola ma qui se vogliamo fa anche un passo avanti con una caratterizzazione molto più marcata dei vari personaggi, dal protagonista reduce di guerra, al cowboy superspaccone (interpretato da un sempre grande Robert Englund); viene anche toccato il valore della famiglia qui vista in modo pessimista fino all’inverosimile (il padre che ad un certo punto inizia a vaneggiare senza un motivo preciso), Hooper ci regala quindi la sua visione della società americana di quei tempi, si possiamo considerarlo come un quadro decadente della civiltà americana degli anni ’70 (un po’ come lo era a suo modo anche Non Aprite Quella Porta).
In questa pellicola si respira un’atmosfera umida e putrida dal primo secondo alla fine, la follia pura di Judd non conosce limiti, non fa distinzione di sesso ed età, è talmente consapevole della sua pazzia che ci convive e trova un metodo preciso per uccidere ogni singola vittima e far sparire le sue tracce.
In questa pellicola il regista ci dimostra tutto il suo talento (che andrà purtroppo perso da qui in poi), forse un film sottovalutato e che non ha avuto lo giusto spazio che gli doveva essere riservato nella storia del cinema.
Ora non voglio azzardare frasi del genere “il miglior film di Hooper” oppure “più spaventoso di Saw, più agghiacciante di Seven, paragonabile solo all’Esorcista” ma questo è un film dannatamente marcio e malato, che terrorizza e lascia un senso di inquietudine a fine visione , in mente ho solo un aggettivo in grado di farvi comprendere la grandezza e la qualità di questo film…CAPOLAVORO!!!
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