The last house on the left, il titolo
è già tutto un programma, senza contare la fama che circonda
questo film; fama di film "maledetto" -c'è da sorprendersi?-,
violentissimo e pluri-censurato in tutto il mondo... tranne che in Spagna dove
questa pellicola è miracolosamente scampata alle forbici dei censori ed
è stata pubblicata, come si suol dire, uncut. Di conseguenza la visione
di ogni altra versione porta alla domanda: "Cosa varanno tagliato?", e per
darsi una risposta basta procurarsi la versione spagnola (in spagnolo) ed
osservare questo "capolavoro" nella sua veste integrale. Così con somma
gioia la visione inizia, il titolo in inglese viene subito sostituito dal
parlato in spagnolo e la felicità di aver recuperato una preda ambita
quale la suddetta versione, viene fugata dalla visione del film, arrivando alla
fine con un pugno di mosche in mano e la domanda nella mente si tramuta: "E
questo sarebbe un capolavoro violentissimo?, uno dei fondatori dello splatter?,
che è 'sta chiavica...". E così, tanto per riprendersi, tanto
vale guardare per la decimillionesima volta Nightmare, dove Craven da lezioni
di regia, dove la storia è saldamente nelle sue mani... e dove il film
diverte e terrorizza.
La storia è prettamente visiva,
senza alcun intreccio ma con i fatti che si susseguono uno dopo l'altro, la
trama di svolge più che dipanarsi in un canovaccio, quello della
vendetta, assai abusato; si può dire che peschi le sue origini dantesche
nella "legge del contrapasso", che il film sia speculare a se stesso, ma la
verità è che le idee scarseggiano e già qui Craven le
auto-ricicla. Così le innocenti ragazze di campagna vengono adescate
-per due spinelli!- dai bricconcelli di città che si divertono a
torturarle più o meno psicologicamente, fino a quando non le portano nei
boschi, si delinea una (in)sperata fuga, un cattivone si quasi-pente. A questo
punto il film si ribalta, i cacciatori diventano le prede chiedendo asilo nella
casa dei genitore di una delle due ragazze che riconosce i rapitori da un
ciondolo -sigh!- e si divertono nello sterminarli. Il tutto contornato dalle
involontarie scenette comiche della polizia, del tutto fuori luogo. La storia
non sarebbe neanche malvagia, magari non originalissima e senza grossi colpi di
scena; la buona volontà c'è, si cerca di colpire al cuore lo
spettatore -le due ragazze vengono rapite nel giorno del compleanno della
protagonista- ma lo sviluppo è troppo scialbo ed anche queste
qualità vengono sprecate.
Del resto anche i punti dolenti della
pellicola si sporecano, a partire dalla regia. Malferma, scontata, priva
inquadrature valide, di movimenti azzeccati, claudicante manco fosse uno zoppo
a cui hanno portato via una stampella; e fastidiosa, tanto che è
sprecata. Certo, Craven avrà tempo di rifarsi ma qui non ci siamo
proprio! Inoltre questa deficenza registica viene supportata dalla recitazione
degli attori, che definirla sottotono è fargli un complimento.
Abbastanza pessima. Le gag della polizia, la cattiveria dei delinquenti e la
bruciante rabbia dei genitori, vengono portati sullo schermo in maniera del
tutto inefficace facendo quasi perdere l'interesse al film. Ma non tutto
è da buttare, le musiche sono infatti eccezionali, fuori luogo magari,
ma eccezionali. Molto in sintonia con il lato umoristico della pellicola
-purtroppo inutile e disturbante- sono veramente godibili. Bisogna ora
rispondere ad una delle domande poste in apertura.
In questo film di violenza ce n'è
assai poca, quasi nulla quella manifesta e assolutamente inefficace quella
suggerita, le scene più inetressanti -da questo punto di vista- sono
tutte fuori schermo e l'unica cosa in cui riescono è a domandarsi come
ha fatto questo film a meritarsi la propria fama. Lo splatter ed il gore sono
ai minimi termini, tanto da non rendere quasi classificabile questa pellicola
nei rispettivi generi. Probabilmente il fatto che sia sforbiciato un po'
ovunque ha portato all'idea che avessero tagliato chissà che, e questo
giustificherebbe l'immeritata fama. Questo film è si una chiavica, ma
guardatevi la scena dello scalpello (naturalmente irrisolta), e poi andate dal
dentista... Probabilmente quest'ottima scena resta uno dei pochi motivi di
visione di queto film, il cui basso budget non giustifica il prodotto finale.
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