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L'ULTIMA CASA A SINISTRA


 
Titolo originale:  Last House on the Left
Produzione:  USA, 1972
Regia:  Wes Craven
Cast:  Sandra Cassel, Lucy Grantham, David Hess, Fred J. Lincoln
 


The last house on the left, il titolo è già tutto un programma, senza contare la fama che circonda questo film; fama di film "maledetto" -c'è da sorprendersi?-, violentissimo e pluri-censurato in tutto il mondo... tranne che in Spagna dove questa pellicola è miracolosamente scampata alle forbici dei censori ed è stata pubblicata, come si suol dire, uncut. Di conseguenza la visione di ogni altra versione porta alla domanda: "Cosa varanno tagliato?", e per darsi una risposta basta procurarsi la versione spagnola (in spagnolo) ed osservare questo "capolavoro" nella sua veste integrale. Così con somma gioia la visione inizia, il titolo in inglese viene subito sostituito dal parlato in spagnolo e la felicità di aver recuperato una preda ambita quale la suddetta versione, viene fugata dalla visione del film, arrivando alla fine con un pugno di mosche in mano e la domanda nella mente si tramuta: "E questo sarebbe un capolavoro violentissimo?, uno dei fondatori dello splatter?, che è 'sta chiavica...". E così, tanto per riprendersi, tanto vale guardare per la decimillionesima volta Nightmare, dove Craven da lezioni di regia, dove la storia è saldamente nelle sue mani... e dove il film diverte e terrorizza.

La storia è prettamente visiva, senza alcun intreccio ma con i fatti che si susseguono uno dopo l'altro, la trama di svolge più che dipanarsi in un canovaccio, quello della vendetta, assai abusato; si può dire che peschi le sue origini dantesche nella "legge del contrapasso", che il film sia speculare a se stesso, ma la verità è che le idee scarseggiano e già qui Craven le auto-ricicla. Così le innocenti ragazze di campagna vengono adescate -per due spinelli!- dai bricconcelli di città che si divertono a torturarle più o meno psicologicamente, fino a quando non le portano nei boschi, si delinea una (in)sperata fuga, un cattivone si quasi-pente. A questo punto il film si ribalta, i cacciatori diventano le prede chiedendo asilo nella casa dei genitore di una delle due ragazze che riconosce i rapitori da un ciondolo -sigh!- e si divertono nello sterminarli. Il tutto contornato dalle involontarie scenette comiche della polizia, del tutto fuori luogo. La storia non sarebbe neanche malvagia, magari non originalissima e senza grossi colpi di scena; la buona volontà c'è, si cerca di colpire al cuore lo spettatore -le due ragazze vengono rapite nel giorno del compleanno della protagonista- ma lo sviluppo è troppo scialbo ed anche queste qualità vengono sprecate.

Del resto anche i punti dolenti della pellicola si sporecano, a partire dalla regia. Malferma, scontata, priva inquadrature valide, di movimenti azzeccati, claudicante manco fosse uno zoppo a cui hanno portato via una stampella; e fastidiosa, tanto che è sprecata. Certo, Craven avrà tempo di rifarsi ma qui non ci siamo proprio! Inoltre questa deficenza registica viene supportata dalla recitazione degli attori, che definirla sottotono è fargli un complimento. Abbastanza pessima. Le gag della polizia, la cattiveria dei delinquenti e la bruciante rabbia dei genitori, vengono portati sullo schermo in maniera del tutto inefficace facendo quasi perdere l'interesse al film. Ma non tutto è da buttare, le musiche sono infatti eccezionali, fuori luogo magari, ma eccezionali. Molto in sintonia con il lato umoristico della pellicola -purtroppo inutile e disturbante- sono veramente godibili. Bisogna ora rispondere ad una delle domande poste in apertura.

In questo film di violenza ce n'è assai poca, quasi nulla quella manifesta e assolutamente inefficace quella suggerita, le scene più inetressanti -da questo punto di vista- sono tutte fuori schermo e l'unica cosa in cui riescono è a domandarsi come ha fatto questo film a meritarsi la propria fama. Lo splatter ed il gore sono ai minimi termini, tanto da non rendere quasi classificabile questa pellicola nei rispettivi generi. Probabilmente il fatto che sia sforbiciato un po' ovunque ha portato all'idea che avessero tagliato chissà che, e questo giustificherebbe l'immeritata fama. Questo film è si una chiavica, ma guardatevi la scena dello scalpello (naturalmente irrisolta), e poi andate dal dentista... Probabilmente quest'ottima scena resta uno dei pochi motivi di visione di queto film, il cui basso budget non giustifica il prodotto finale.


 
Dr. Mephisto Hadeser


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