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JUNK


 
Titolo originale:  Shiryour gari
Produzione:  Japan, 1999
Regia:  Atsushi Muroga
Cast:  Nobuyuki Asano, Osamu Ebara, Tate Gouta.
 


Se i trash-movie posseggono di per sé un loro innegabile fascino, pensate un attimo ad immaginare cosa possa essere un film che già in giappone é considerato un B-movie! Questo film pur essendo del 1999, sembra essere stato girato 20 anni fa. Anche se la regia non é eccessivamente ingenua, il film risulta davvero di un livello qualitativo “imbarazzante”. Ma non lo dico in senso negativo. Mi spiego. Junk é un film volutamente fatto male, un vero e proprio B-movie...uno di quelli che non se ne vedono più. Atsushi Muroga (il regista) imbastisce un soggetto basato esclusivamente sulle citazioni, un collage del cinema che ama, senza pretese stilistiche, anzi proprio sforzandosi (evidentemente) di ricreare l’atmosfera dei film di un tempo.

Citazioni, su citazioni...niente viene nascosto ad un attento spettatore, un vero e proprio omaggio per tutti gli amanti di un genere. Le prime due citazioni sono nela trama: un gruppo di malviventi rapina una gioielleria, dopo il colpo (andato a buon fine) si dirigono verso una fabbrica abbandonata dive devono incontrare un boss della yakuza per vendere la refurtiva, ma il luogo era un vecchio laboratorio dell’esercito americano, in cui venivano intrapresi degli esperimenti sulla rianimazione dei cadaveri...scoppia l’orrore! I film di riferimento sono più che evidenti: “Dal tramonto all’alba” di Rodriguez e “Il ritorno dei morti viventi” di O’Bannon. Il siero che effettua la rianimazione é un liquido verde fosforescente iniettato con una siringa...vi ricorda qualcosa?

Gli zombi sono quelli di Fulci, le scene di antropofagia riprese da Romero, gli effetti speciali (?) sembrano davvero venire dal passato...quasi a diventare ridicoli per un film di soli 4 anni fa. Ma si assapora con gusto, perché ogni scena é una citazione...citazioni legate l’una all’altra da una regia discreta ed un montaggio accettabile. Se poi la sceneggiatura presenta delle evidenti lacune e se gli attori sono spesso caricature di sé stessi...poco importa. Sangue, azione, sentimento, orrore, lieto fine “aperto”...gli ingredienti ci sono tutti. Il tutto farcito da quel gusto per l’eccesso “ridicolo” proprio dei B-movie. Un film divertente. Uno di quelli che si gusta tutto d’un fiato seduti sul divano con pop corn e birra gelata.


 
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