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IL GATTO A NOVE CODE


 
Conosciuto anche come:  The Cat o' Nine Tails
Produzione:  Italia, 1971
Regia:  Dario Argento
Cast:  James Franciscus, Karl Malden, Catherine Spaak
 


L'ex giornalista Franco Arnò, ormai cieco, una sera, rientrando a casa, assiste suo malgrado ad una discussione insieme alla nipotina. Il giorno dopo una delle guardie del vicino istituto di genetica viene trovata morta. E' solo dopo la strana morte del ricercatore Calabresi (che la nipotina aveva riconosciuto essere lo strano tipo di qualche sera prima), che Arnò si mette in contatto con Giordani il quale, sentendo odore di scoop, decide di aiutarlo a far luce sulla vicenda. Intanto gli omicidi non si fermano e coinvolgono sempre persone che in un modo o nell'altro hanno a che fare con l'istituto. Intanto Giordani fa la conoscenza della giovane e bellissima figlia di Terzi, il titolare dell'istituto; ragazza tanto bella quanto misteriosa che sembra nascondere qualcosa del suo passato. Intanto i due continuano le ricerche e riescono a giungere alla conclusione che gli omicidi hanno un qualche legame con la scoperta fatta all'istituto di un particolare cromosoma detto XXY, la cui mutazione sembrerebbe essere alla base della predisposizione alla delinquenza.

Decidono così di riesumare il corpo di Bianca, la ragazza di Calabresi, anche lei caduta vittima dell'omicida, alla ricerca di qualche indizio, ma qualcosa va storto, il killer li avverte di stare alla larga e prende in ostaggio la piccola nipote di Arnò. L'identità dell'omicida-come da buon giallo che si rispetti- verrà svelata solo alla fine, non prima di alcuni colpi di scena che portano a sospettare ora di quello ora di quell'altro protagonista. Il secondo dei tre "gialli degli animali" Argentiani, probabilmente non è il più riuscito ma rimane comunque uno dei migliori del genere. Ben diretto nonostante le numerose sperimentazioni che il regista si concede (dal tipo di pellicola alle riprese) ha il pregio di annoverare un cast di tutto rispetto in cui, oltre all'ottimo Karl Mladen, spicca la buonissima prova di Cinzia De Carolis, perfettamente a suo agio nonostante la giovanissima età nel ruolo della nipotina. Atmosfere azzeccatissime supportate dall' ottima vena musicale di Morricone.

Pieno di metafore che ne rendono maggiormente apprezzabile il contenuto all'occhio dello spettatore dal palato fine: dal titolo, all'occhio del killer, alla cecità di uno dei protagonisti; tutto ruota intorno a quell'occhio che è poi il tratto distintivo dell'omicida. La scena in cui Giordani rimane intrappolato nella tomba è veramente degna di nota e risulta sicuramente la più riuscita del film. Apprezzabile il fatto che in questo suo lavoro, al contrario di altri, il regista sposti decisamente l'attenzione sulla trama e i protagonisti piuttosto che sulle scene di sangue, decisamente limitate. Proprio la trama è uno dei punti di forza del film: curata anche nei dettagli ricalca lo stile dei gialli più classici. Sicuramente i cultori del genere non possono che apprezzarlo.


 
Stilgar


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