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FRONTIERS


 
Aka:  Frontière(s)
Produzione:  Francia, 2007
Regia:  Xavier Gens
Cast:   Karina Testa, Aurélien Wiik, Patrick Ligardes, David Saracino
 

 

Parigi: in un futuro imprecisato ma neanche troppo immaginario, l'estrema destra sale al governo. Tra manifestazioni di massa, macchine incendiate e scontri con le forze dell'ordine, un gruppo di cinque ragazzi algerini approfitta dei disordini per fare una rapina; nella fuga uno di loro viene ferito gravemente; il gruppo si divide: Karl ( Patrick Ligardes) e Farid (Chems Dahmani) scappano col bottino verso la frontiera, Yasmine (Karina Testa) e Alex (Aurelièn Wilk) portano il ferito, fratello di Yasmine, al pronto soccorso; finisce male per il ragazzo che muore in sala d'aspetto ma non prima di aver avvisato la sorella che un poliziotto le si sta avvicinando; Yasmine riesce quindi a fuggire e insieme ad Alex parte per raggiungere i due amici...essi intanto hanno deciso di pernottare in una locanda isolata gestita da due sorelle molto aperte e disponibili per i rari turisti di passaggio e il loro fratello maggiore; durante la cena capiscono che qualcosa non va e temono che i tre vogliano impossessarsi del danaro, sospetto che diventa certezza quando un altro fratello sopraggiunge vestito da poliziotto e minaccia i due con una pistola; i due riescono a fuggire ma durante l'inseguimento la loro auto viene sbattuta fuori strada...nel tentativo di nascondersi dagli inseguitori finiscono in un tunnel che li porta ad una vecchia cascina dove trovano altri membri della famiglia ad aspettarli.

Alex e Yasmine intanto raggiungono la locanda e , stupiti di non trovare i loro compagni,vengono portati alla cascina da una delle sorelle ... capiscono che cosa sta realmente accadendo solo quando è troppo tardi; totalmente disinteressata dai loro soldi, la famiglia altro non è che un gruppo neo nazista estremamente pericoloso capeggiato dal “padre”, un fedelissimo del Fuhrer che con cura e pazienza sta cercando di ricreare la razza pura ariana e crede che Yasmine possa rappresentare l'anello mancante; ella è quindi l'unica ad essere risparmiata dalla furia omicida della famiglia poiché promessa in sposa al figlio prediletto del "padre"; ma Yasmine si ribella e trova un prezioso aiuto in Klaudia, una giovane donna che si crede ancora una bambina e veste come tale, rapita durante l'infanzia dalla famiglia al fine di procreare figli puri...

Frontiers è il primo lungometraggio del francese Xavier Gens e arriva in Italia con oltre un anno di ritardo (è uscito prima il suo secondo film: “Hitman”, tratto da un videogioco); il film è ben diretto, ben fotografato e gode di un cast abbastanza celebre in Francia; come accade da noi però non sempre la celebrità coincide con la qualità: le interpretazioni infatti non brillano, limitate anche da personaggi parecchio stereotipati; giusto però rendere merito all'interpretazione di Karina Testa che riesce a trasmettere per tutta la durata del film il giusto pathos e a quella carismatica di Jean Pierre Jorris, il “padre” che riesce a rendere credibile un personaggio molto particolare. Il regista è un grande fan di Romero: vuole sfruttare la poetica del genere horror, in cui è cresciuto e sguazza a meraviglia, per far passare un forte messaggio politico-sociale allo spettatore. Gens decide di inserire questi contenuti qualche anno fa, quando in Francia l'estrema destra registrò percentuali molto alte alle elezioni, non abbastanza per andare al governo ma più che sufficienti per destare preoccupazione. La parte centrale di Frontiers si diverte quindi a ricordarci l'assurdità e l'estrema violenza fisica e psicologica dei campi di sterminio. La componente horror,/splatter non deluderà gli appassionati:il sangue scorre copiosamente , gli effetti speciali sono ben realizzati e qualche colpo di paura è assicurato...la tensione poi non cede neppure un attimo neppure nelle “tranquille” cene familiari.

Il film è quindi rivolto ad un pubblico che abbia voglia di spaventarsi senza avere un solo attimo per tirare un respiro di sollievo, specialmente un pubblico giovane per cui l'orrore rappresenta una novità, una sfida, una prova di coraggio o un mezzo per abbracciare la ragazzina terrorizzata al proprio fianco...dico questo perchè Frontiers non ha una e una sola scena che sia originale...tutto è già stato visto, tutto è già stato fatto...Gens inserisce una vasta gamma di citazioni, una dopo l'altra, e spiega così questa sua scelta: “Durante la mia vita ho assorbito talmente tanti riferimenti cinematografici che dovevo esorcizzare questa cosa inondando lo schermo di citazioni. E' uno dei modi per sentirsi più sicuri quando si gira il primo film.” Se questo “esorcismo” era dunque necessario per il regista (e mi pare che sia stato anche efficace poichè ha davvero dimostrato sicurezza dietro la macchina da presa) non altrettanto necessaria ne è la visione per lo spettatore navigato che non troverà niente di nuovo in una visione come Frontiers.

Si legge che questo film sia la conferma che in Francia qualcosa in ambito cinematografico si stia muovendo, che ci siano registi e produttori coraggiosi che puntano sui film di genere e su talenti emergenti...La partenza immediata di Gens per Hollywood (e del connazionale Alexandre Aja poco prima di lui) mi sembra smentire questa diceria e dimostrare anzi il contrario cioè che questi nuovi talenti non vedono l'ora di andarsene dalla Francia preferendo ottenere facili risultati in America piuttosto che cercare di creare un movimento duraturo in patria; insomma superare le frontiere...


 
RabidRats


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