Sette modi di intendere la
morte. Sette modi per intendere la vita. Sette modi di relazionarsi ad una
realtà sterile, distaccata ed orrenda. Questo (e molto altro) è
Der Todesking, ennesimo master-piece del da me più volte
osannato Jorg Buttgereit. Non faccio misteri: il cineasta tedesco si
è da tempo insediato in pianta stabile nel mio personalissimo "Olimpo
registico". Lo amo per la sua assenza di retorica, per la sua primordiale
confusione di valori e, soprattutto, per la sua geniale e continua concezione
di opere senza compromessi come questo magnifico Der Todesking. Opere
viscerali e dirette, shoccanti ed indimenticabili, estranee al buisness
imperante ed apparentemente senza scopo (se non quello d'appagare un'intima
necessità di macabra poesia). Questa volta, il "maestro teutonico" si
cimenta in un'impresa assai ardua e verosimilmente presuntuosa (ma forse anche
la presunzione fa parte del genio, no?): raccontare la morte, dare un volto
alla fine, mostrare e dipingere il pallido volto della "nera signora". Decide
di farlo con un puzzle di sette episodi (tutti bellissimi), sette
squallide storie che si intrecciano e si sorreggono a vicenda, come un fragile
castello di carte in balia d'una gelida brezza invernale. Vedremo un uomo ed un
pesce uniti sino all'ultimo inevitabile sipario, un ponte meta di agognati e
fortuiti suicidi, un ragazzo che s'uccide sbattendo ripetutamente la testa
contro il muro, filmati pseudo-nazisti e tanta infinita tristezza.
Si, perchè qui tristezza e
malinconia sono forti, lievi, viziose ed esplicite; compagne inseparabili di
ciascuno di noi unite in un nostalgico viaggio verso l'ineluttabile ultima
dimora. Tra una vicenda e l'altra apprare un corpo nudo che va decomponendosi
come contrapposizione della carne allo spirito; meraviglioso. Tecnicamente il
film è ineccepibile. Non abbondano i momenti splatter (anche se
l'evirazione a colpi di cesoia non è male) ma, come avrete capito,
Der Todesking si regge su tutt'altro che interiora sparpagliate e
mutilazioni varie. Non male gli interpreti, anche se in questo film il vero
protagonista è il grande Buttgereit. Se trovate insopportabile la
consueta supponenza del succitato regista state alla larga da questa pellicola:
potreste rimanere offesi. Se invece, come me, lo adorate alla follia, non
aspettate a fare vostri (in tutti isensi) questi settantaquattro minuti di
grande di cinema. Spesso ci si chiede: "cos'è la morte?" ...guardate
questo film e troverete sette e più risposte... ma nessuna di esse
sarà quella esatta... e nessuna quella sbagliata...
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