Sulla scia della ritrovata verve “morto-vivente”, molte produzioni indipendenti si cimentano nella rappresentazione dell’icona horror moderna: gli zombi!
Il binomio tra morti viventi e low budget (a volte pura amatorialità) è un ferreo sodalizio che si trascina fin dall’antefatto romeriano e che indiscutibilmente ha generato i suoi buoni frutti.
Death Valley è un film “sincero” forte della “decente” regia di Byron Werner che non intende affatto mascherare di aver realizzato il suo secondo film con un pugno di dollari.
Il plot è quanto di più semplice si possa immaginare: un gruppo di ragazzi giunge nella città fantasma di “Sunset Valley” dove lo spettro-zombi di Bloody Bill si prodiga a trasformare gli sciagurati (ed occasionali) visitatori in affamati mortiviventi al fine di incrementare il proprio esercito.
Il film è gustosamente farcito di citazioni (sia di trama che visual), dal primo all’ultimo fotogramma ci si diverte a trovare riferimenti passati, la fotografia è una via di mezzo tra “dal tramonto all’alba” e i film horror anni 80, la recitazione zoppica un po’ causa l’inesperienza del cast (molti alla prima prova), gli effetti speciali adattati ai costi di produzione.
L’ingenuità di questo film traspare in diversi momenti che diventano involontariamente comici. Il film è girato interamente alla luce del sole, anche dopo il tramonto (?!?); l’esplosione di una granata all’interno di una vecchia costruzione in legno, provoca soltanto una fumata nera da una finestra.
Sono solo alcuni dei momenti “incriminati”, che tuttavia meritano la clemenza in quanto esclusiva causa del risicatissimo budget.
Death Valley, non aggiunge nulla al panorama del cinema horror, se non la voglia di fare cinema…che già di per sé è un’ottima motivazione.
I film di riferimento sono talmente tanti (a iniziare dalla tagline: the south rise agani) che non è possibile farne qui un elenco, cito solo due momenti “particolari”: un vero e proprio omaggio allo Scarface di Al Pacino, con supersniffata di coca e mitra in mano ed un finale che riporta (a modo suo) all’epilogo di Shining.
Alcune buone trovate, un credibile make-up ed una regia sufficiente rendono Death Valley, “guardabile”. Se si fosse calcata un po’ più la mano sull’asse platter-gore, l’aspetto puramente ludico ne avrebbe di sicuro guadagnato (avete presente “Junk”?).
Inutile dire che il film è inedito in Italia.
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