“I Film sono magia, e nelle giuste mani, un’arma”.
Dopo la canonica sigla d’apertura della serie, l’ottava puntata dei “Masters of horror” si apre con il rumore di un proiettore, il titolo del film balla un poco per poi fermarsi al centro perfetto dello schermo, CIGARETTE BURNS, dopo pochi istanti sopra al titolo appare l’inconfondibile marchio di fabbrica del maestro: “John Carpenter’s”. Ora sappiamo che stasera non si scherza…
Colui che forse più di tutti può essere considerato un “master of horror” è tornato, ed è tornato in grande spolvero.
CIGARETTE BURNS dimostra che John Carpenter è ancora lui, più potente e arrabbiato che mai.
Carpenter ha fatto della denuncia sociale una delle sue armi più efficaci, e anche in quest’opera non rinuncia a sferrare l’ennesimo pugno nello stomaco alla società ed alla decadenza culturale della settima arte.
Kirby Sweetman è il direttore di un cinema specializzato in retrospettive di film horror (bello l’omaggio a Profondo Rosso di Dario Argento nei primi minuti del film), che però si prodiga, previo salato pagamento, per reperire pellicole rarissime per ricchi collezionisti.
Kirby viene ingaggiato da Mr. Bellinger di reperire quello che può essere considerato il “Santo Graal” del cinema horror: LA FIN ABSOLUE DU MONDE, pellicola maledetta che fu proiettata solo una volta, ed immediatamente fatta sparire dopo che il pubblico in sala impazzì letteralmente durante la visione.
La ricerca de LA FIN ABSOLUE DU MONDE porterà Kirby, attanagliato da un terribile passato, in un mondo dove realtà e finzione si fondono con facilità e dove il peggiore degli incubi diventa routine.
Quello che balza all’occhio è l’estrema potenza del prodotto di Carpenter, a livello visivo il film colpisce come una frusta e il messaggio socio-politico viene sbattuto in faccia senza possibilità d’appello.
Carpenter tiene saldamente in mano una trama che, a causa dei suoi numerosissimi elementi concentrati in appena 60 minuti, potrebbe risultare dispersiva.
La regia è rabbiosa, dinamica e potente, il marchio di fabbrica si riconosce praticamente in ogni fotogramma.
Meravigliosamente allucinante la scena nella quale Mr. Bellinger, ormai impazzito dopo la visione del film, proietterà se stesso incastrando i suoi intestini nel proiettore.
Bellissima anche la fotografia, mai troppo scura nelle scene notturne, ed efficacemente cupa negli esterni diurni.
Bravi tutti gli interpreti, Udo Kier (FLESH FOR FRANKENSTEIN, BLOOD FOR DARACULA, SUSPIRIA) è bravissimo mentre l’interpretazione del protagonista è a tratti meno convincente.
Efficaci gli FX e le musiche di Cody Carpenter (anche se lo stile è talmente simile a quello del padre che viene da pensare che gran parte dei temi siano stati effettivamente scritti da Carpenter senior).
Questo episodio dimostra la vera differenza tra un bravo regista e un vero “Master of Horror”.
CIGARETTE BURNS è una vera opera d’arte, quello che in fondo dovrebbe sempre essere il cinema…
Bentornato, maestro.
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