Flop indescrivibile! Con
questo pessimo film, Ruggero "Monsieur Cannibal" Deodato, prende una
cantonata pazzesca. Se teniamo poi conto del fatto che La casa sperduta nel
parco fu il successore (cronologicamente parlando) del mitico Cannibal
Holocaust... bhè: la frittata è fatta. Tralasciamo la vistosa
scopiazzatura (vogliamo parlare di plagio?) de L'ultima casa a sinistra
(addirittura lo stesso attore protagonista!) di Craven, sorvoliamo sulla
pessima (ridicola?) prova degli attori, ignoriamo l'assenza di effetti speciali
degni di nota, lasciamo correre tutto quello che volete, ma, ragazzi, qui
c'è davvero poco da salvare! La trama gira attorno ad un gruppo di
ragazzotti borghesi presi in ostaggio da due perversi teppisti (niente di nuovo
sotto il sole...) ed il finale nel più classico stile dei
rape-revenge movies non lascia adito a qualsivoglia colpo di scena.
Deodato cerca di bissare la
brutalità del suo masterpiece cannibalico inondando di sordide
umiliazioni (per lo più sessuali) la pellicola; il risultato? La sagra
del rimpianto... Le continue molestie fanno soltanto ridere (per non parlare
dei dialoghi), il tentativo di strizzare l'occhio all'audience
più sadica fa acqua da ogni parte e David Hess sembra più un
farsesco giullare che un misogino assassino (ricordate il Krug
d'oltreoceano?). Anche Riz Ortolani (strano ma vero) dà il peggio di
sè con una colonna sonora ripetitiva, risibile ed a tratti fastidiosa.
Le interpretazioni sono oscene e l'unica sequenza che potrebbe risollevare un
po' la pellicola (la fanciulla seviziata col rasoio) viene condotta talmente
male da suscitare unicamente risate irriverenti di sdegno. Consiglio a tutti di
stare alla larga da questa "bruttura" cinematografica (anche se, forse, i
collezionisti più incalliti, troveranno stimolante la scarsissima
reperibilità dell'edizione italiana Panarecord). Il resto
è davvero da dimenticare. Ruggero, perchè infangare così
il tuo buon nome? No, no: così non va...
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