Visitatori del sito ho l'onore di presentarvi quello
che è il Cult dell'horror anni '80: "Evil Dead" da noi "La casa, diretto
in sordina dall'allora ventiduenne Sam Raimi, futuro strapagato regista di
filmoni-fumetto come "Darkman" e "Spiderman". La genesi di questo
splatter-movie per eccellenza è molto simile a quella del primo di film
di George A. Romero che nel '68 della Contestazione, radunata a se una piccola
e volonterosa troupe di amici, parenti e attori non professionisti quel "La
notte dei morti viventi" i cui zombies destarono profondo disagio emotivo
quanto l'impatto di certi "effettini" nei film (se si possono definire tali) di
un'altro artista, meno sofisticato, al secolo Hershell Gordon Lewis. Nacque
quindi l'horror indipendente che avrà il suo boom di lì a poco,
negli anni '70 con pellicole radicali come "l'ultima casa a sinistra", "non
aprite quella porta", "il demone sotto la pelle", "quel motel vicino la
palude", "le colline hanno gli occhi", "halloween", "fantasmi" ecc. molti dei
quali lanceranno altrettanti specialisti del genere come Carpenter (questi, a
mio parere, un pochino sopravvalutato), Craven, il canadese Cronenberg e il
texano Hooper.
"La casa" deve molto al panorama internazionale del
genere visto nel decennio trascorso, ci sono echi di Lucio Fulci così
come di Tobe Hooper, ma anche un'indemoniata che ricorda Linda Blair
dell'"Esorcista"(con la disturbante cantilena:"noi ti avremo...noi ti
avremo...non ci sfuggirai quando dormirai") e fiumi di sangue che invadono lo
schermo(e questo cosa vi ricorda?) tanta è la frenesia di fare a pezzi
uno dei corpi cui le inquietanti e aggressive presenze di quella "casa sperduta
nel bosco" hanno rubato l'anima. Ma, a questo punto, veniamo al film: trama
esile, regia essenziale e divertita, effetti artigianali più che
speciali, ma attinenti alla "pazzia" che intacca tutta l'opera e una fotografia
che riunisce grandangoli e soggettive(quelle veloci, a raso terra nel bosco
all'inizio, già cercano come di mettere lo spettatore nei panni di una
entità terribile e indefinita). L'incipit sembra tranquillo: ci sono due
ragazzi e tre ragazze che vanno a passare il weekend in montagna, c'è
uno chalet semi-abbandonato nella foresta.
I ragazzi vi entrano, cenano e quando dietro di loro si
apre la botola decidono di scendere nel semiterrato. Il peggio comincia qui,
tra curiose cianfrusaglie scoprono un magnetofono e involontariamente lo
attivano: si sente una voce ignota che si scoprirà poi essere quella di
uno scienziato che in passato si era appartato sul posto per condurre delle
ricerche sui misteri locali. A un certo punto viene pronunciata una strana
formula in sumero; I ragazzi non vi danno peso, ma quando una di loro, uscita,
viene letteralmente "stuprata" dagli alberi animati di lì intorno
c'è ancora poco da stare tranquilli: da' escandescenze e l'unica cosa
che gli altri possono fare è imprigionarla di sotto. Mentre non riesce a
spiegarsi cosa stia accadendo all'amica, il resto del gruppo non sa cosa li
aspetta: verranno infatti uno dopo l'altro posseduti da spiriti infernali,che
hanno involontariamente risvegliato con la formula e si sbraneranno tra di
loro. Solo uno vedrà nascere un nuovo giorno. Riuscirà a
cavarsela? Una notte di smembramenti, amputazioni con mannaie e seghe
elettriche, braccia e artigli che spuntano da tutte le parti, gente che si
risveglia con tratti satanici, pronta a colpire, pus e resti organici che si
rovesciano sul pavimento...una situazione claustrofobica in cui si esibiscono
prodezze sanguinarie degne d'un cartoon, sarcasmo "no-future" e isterismi degni
di uno "shocker". Infatti "la casa" è un film molto liberal, a suo modo
anarchico e anticonvenzionale, ovviamente destinato a un pubblico giovanile (e
pure ammirato da Stephen King), che riassume in poco tempo lo spirito
dell'epoca da cui Sam Raimi ha tanto imparato, in quanto a voglia di stupire,
senza preoccuparsi dei tagli censori.
Dopotutto, secondo me, se si vuol leggere "la casa" da
questo punto di vista(cioè come fratello dei succitati shocker anni '70)
una critica sul destino del genere di cui fa parte, dopo la sua venuta, ha
diritto d'esserci, come per fare un confronto. Successivamente a "la casa", da
vent'anni a questa parte, il new horror americano è infatti diventato
campo di battaglia per mutazioni fisiche e psicologiche e per serial killer
esistenti o immaginari. E fin qui ci sta bene. Negli ultimi anni invece
s'è ripreso il cinema-verité con "BWP" e lo zombie-movie(in
formato videogioco) con "resident evil". Ma il cinema di oggi è
così modaiolo, superficiale, fintamente profondo, inutilmente
sofisticato che ci si dimentica anche di procurare sani spaventi e di
conseguenza il genere si ferma ad ambiziosi "sesti sensi"; I tempi (e i ritmi)
di "la casa",che non c'entra con l'osservazione di cui sopra, restano dunque
intramontabili nel cuore degli appassionati e se volete brividi veri, frugate
in videoteca e recuperate chicche come questa. E per la cronaca: mentre Raimi(e
simili), negli States come in Italia(con Fulci, Argento, Soavi, D'Amato,
Lenzi..) avrebbero dedicato 5 anni della loro vita a progetti come "evil
dead"-cosa che, curiosità, accadde al giovane Sam- oggi più
nessuno avrebbe più il coraggio di sfornare cose come queste. Grazie per
la vostra attenzione.
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