Home page




ANTROPOPHAGUS vs. ATROPOPHAGOUS 2000
Ovvero: un film contro il suo clone


 
Conosciuto anche come:  Man Beast
Produzione:  Italia, 1980
Regia:  Joe D'Amato
Cast:  Tisa Farrow, Saverio Vallone, Serena Grandi, Margaret Donnelly
Conosciuto anche come:  Cannibal 2000
Produzione:  Germania, 1999
Regia:  Andreas Schnaas
Cast:  Achim Kohlhase, Andre Sobottka, Dirk Thies, Joe Neumann
 


Nel 1980 D'Amato girò un film destinato a fare epoca, non tanto per la qualità della pellicola quanto per lo stato di "film di culto" a cui è assurto nel corso degli anni. Epiteti come "capolavoro dell'eccesso" ben inquadrano la fama di questa pellicola. Il film non fece una lira in Italia ma vendette molto bene all'estero (tanto da spacciare Rosso sangue per il suo seguito titolandolo Antropophagus 2), dove ebbe anche un discreto successo di critica. Ma la vera consacrazione avvenne quando, nel 1999, il regista teutonico Andreas Schnaas si decise a tributargli un remake; da par suo, con un film straigh to video decisamente amatoriale. Anche il primo film, sebbene "professionale", girato in pellicola ed uscito regolarmente al cinema, è decisamente un low budget quindi non c'è nulla di strano in questa sfida, nessuno che parta avvantaggiato.

La trama è quanto mai banale, un uomo rimasto naufrago con la figlia e la moglie impazzisce e si ciba dei suoi famigliari pur di sopravvivere; in seguito si insedierà in un paesino dove farà scempio della comunità locale. Le vicende narrate nel film sono però quelle di una compagnia di amici che avranno la sventura di fermarsi nell'ormai deserta borgata e di incontrarsi/scontrarsi con l'"antropofago" del titolo. Ed iniziamo proprio dalla caratterizzazione del mostro attribuendo il primo punto alla pellicola di D'Amato, o meglio, ad un Montefiori decisamente insuperabile (ed insuperato) per quanto concerne la caratterizzazione, i grugniti e -soprattutto- lo sguardo attonito mentre si mangia le budella nella celeberrima scena alla fine del film.

Anche per quanto concerne la trama vince decisamente il film nostrano, Schnaas semplifica troppo la già non complicata vicenda snaturando, anzi banalizzando, soprattutto la parte finale. La suspence che permea il primo film è quasi completamente assente nel secondo -che punta quasi esclusivamente sugli effettacci-, mentre è molto lodevole il lungo finale -quasi da thriller- di D'Amato. La trama diverge anche in altre situazioni; il film tedesco comincia con un prologo in cui alcuni poliziotti rinvengono il diario del mostro e viene chiarita subito la faccenda del naufragio ma, soprattutto, termina con un fantastico post-finale decisamente illogico e gratuito. Il primo ambientato su un'isola greca raggiunta in barca, il secondo ambientato in uno sperduto paesino italiano raggiunto in caravan. Leggera è anche la divergenza, chiamiala così, di genere.

Se infatti al pellicola di D'Amato spinge decisamente sul pedale del gore, il film di Schnaas punta decisamente sullo splatter, infondendo schizzi di sangue a profusione aumentando decisamente il livello di violenza (che già non era basso di per se!). Tecnicamente, data la sua provenienza professionale, è sicuramente superiore il film italiano, ottima la fotografia del solito Massaccesi e la parte finale veramente azzeccata, ben diretta e girata; d'altronde sul mestiero di D'Amato non c'era di che dubitare. Andreas dimentica anche la citazione "d'autore" al Carrie di De Palma dipingendo la stessa scena da par suo, cioè nettamente più splatter. Il punto di forza del film di Schnaas sono certamente gli efferrati omicidi. Gli effetti speciali sono veramente buoni e superiori a quelli di D'Amato. L'antropofago si accanisce contro chiunque gli capiti a tiro affogando, martoriando, squaratando e poi mangiando gli incauti turisti; prendendosi anche il gusto di citare quel capolavoro di Cannibal Holocaust di R. Deodato impalando una delle sue vittime.

Così due incauti campeggiatori che finiscono sotto le sue grinfie vanno incontro ad una morte orribile con, di nuovo, sangue a profusione. Il film è certamente più dinamico rispetto ad Antropophagus (peccato solo che sia in tedesco), che è più lento e pesante con un montaggio sicuramente non eccezionale. A parte va trattata l'unità finale in cui prevale il mestiere di D'Amato che riesce ad istoriare delle scene decisamente belle, con colpi di scena scontati ma di sicuro effetto. L'altra scena celeberrima del film è quella del feto. Nel film nostrano una novella S. Grandi incinta si fa asportare il feto -il "famoso" coniglietto- dal mostro che se lo divora senza indugio.

D'Amato gioca molto sull'inquadratura e sull'atmosfera, nonchè sugli effetti gore; al contrario Schnass gioca esclusivamente sugli effetti speciali. Così il mostro squarcia il ventre della povera donna, gli estirpa il feto che si divincola un attimo prima di venir divorato. Sono partito con uno scontro, affibbiando punti ed ammettendo preferenze, ma nel corso dello scritto mi sono perso fra le differenze fra i due film, dimenticandomi della sfida. Ora che siamo giunti al termine, mi sembra però sorretto dare il risultato, beh... io opterei per un pareggio chiudendo in due righe dicendo che senz'altro il film di D'Amato è tecnicamente superiore ma quello di Schnass è molto più efferrato e dinamico, peccato solo per la scialba parte finale che, se avesse ricalcato un po' di più il suo predecessore, sarebbe stata indubbiamente meglio. Il mio consiglio è di gustarseli uno di seguito all'altro, spaparanzati sul divano con una bella scorta di pop-corn e birra... il divertimento è assicurato!


 
Dr. Mephisto Hadeser


Webmaster Demon

Design by


© De Profundis copyright 2000-2002 - All rights reserved, all pictures and texts are respective author's property.