Io non mi ritengo niente più che un artigiano. Il
cinema per me é soprattutto tecnica, lavoro, professionalità. Io
non ho paura del buio, ho paura di accendere il televisore perché mi
darà terrori da covare dentro me stesso, facendo apparire un mondo
orrendo e deforme.
 l modo di fare cinema di questo
grande autore è espresso chiaramente in queste affermazioni: lavoro
fatto con professionalità e tanta, tanta passione, lottando un pò
contro tutti (critica, budget, produzioni e a volte il pubblico, rigorosamente
italiano), cercando di mostrare allo spettatore qualcosa di terribilmente
onirico in modo da esorcizzare lorrore quotidiano che ci circonda.
Abbandonati gli studi di medicina, Fulci entra nel mondo del cinema come
redattore e documentarista del cinegiornale La settimana Incom, si
dedica in seguito alla sceneggiatura collaborando con Steno e Monicelli in
alcuni classici della commedia allitaliana come Un giorno in
pretura e Un americano a Roma. Nel 1959 esordisce alla regia
con I ladri, brillante parodia dei gangster movie americani con
protagonisti Totò e Fred Buscaglione. Fulci si specializza nel genere
comico contribuendo al successo della coppia Franchi-Ingrassia, in
trentanni di carriera si avvicina un pò a tutti generi
cinematografici: il western, il dramma storico (Beatrice Cenci), la
commedia, il poliziesco, lerotico. Ma é proprio grazie alle sue
incursioni nel mondo del thriller e dellorrore che deve la sua grande
fama internazionale. Nel 1971, dopo un thriller erotico (Una
sullaltra) realizza il suo primo film fantastico: "Una lucertola
con la pelle di donna", girato a Londra e interpretato da Florinda Bolkan,
Stanley Baker e Leo Glenn, il film racconta di una donna che a causa delle
persecuzioni di un misterioso maniaco si trova sullorlo della follia. Una
curiosità legata a questa pellicola riguarda gli effetti speciali
elaborati da Carlo Rambaldi che in una sconvolgente sequenza mostra dei cani
orrendamente torturati e vivisezionati, la faccenda arrivò in tribunale
per le denuncie di alcune associazioni animaliste e proprio qui Rambaldi
portò le sue creazioni dimostrando che si trattava solo di finzione.
Leccesso visivo, la violenza con cui il regista romano porta sullo
schermo lorrore per paralizzare lo spettatore, luso indiscriminato
del sangue come mezzo di comunicazione sono una prerogativa costante del cinema
di Fulci, che non si limita solo alla produzione horror, infatti anche in film
come Zanna bianca o Luca il contrabbandiere è
possibile imbattersi in sequenze mozzafiato ed in grand
guignoleschi effetti speciali.
Il 1972 è
contraddistinto dalla produzione di uno dei migliori thriller italiani di
sempre, Non si sevizia un Paperino sceneggiato da un soggetto dello
stesso Fulci ed interpretato da Florinda Bolkan, Barbara Bouchet e Tomas Milian
è sicuramente un thriller atipico, ambientato in un piccolo paesino
della Lucania dove si nasconde un assassino di bambini. Lorrore di
periferia (tanto caro a Pupi Avati), la mal celata ipocrisia degli abitanti, la
mancanza di umanità, il presentare le stesse vittime (i bambini) senza
pietismo conferiscono al film una grandissima forza espressiva. Non si
sevizia un Paperino ebbe (come molti altri film di Fulci) problemi con la
censura a causa di alcune scene in cui Barbara Bouchet nuda provocava un
bambino, il tutto si risolse in quanto la produzione dimostrò che in
realtà si trattava di un nano maggiorenne, così il film
poté uscire. Dopo la parentesi horror-comica de Il Cav. Costante
Nicosia, ovvero Dracula in Brianza(da un soggetto di Pupi Avati), nel
1977 Fulci ritorna al thriller con 7 note in nero, che come
Non si sevizia un paperino mantiene una propria identità non
risultando influenzato dallo stile Argentiano (sulla cresta dellonda in
questo periodo). Anche se la sceneggiatura non lo aiuta particolarmente, il
regista da una grande prova delle sue capacità tecniche, confezionando
un giallo classico, senza eccessivi spargimenti di sangue, ma nel quale libera
il suo talento visivo personalizzando con raffinati giochi di ripresa la
pellicola. Il 1979 segna una data fondamentale per la carriera di Lucio Fulci.
Il produttore Fabrizio De Angelis, in seguito al grandissimo successo dello
Zombi di Romero, decide di realizzare un film a basso costo sullo stesso tema e
chiama Fulci per dirigere Zombi 2.
Il film si distacca dalle implicazioni
socio-politiche del film di Romero, puntando esclusivamente sullorrore
visivo, ricollocando la storia nel suo habitat naturale, cioé in un
isola delle Antille patria del voodoo. Fulci si dedica allaspetto malsano
della storia, raccontando un inferno dove non esiste pietà per nessuno e
dove (grazie agli straordinari effetti di Giannetto De Rossi) le
atrocità, le gesta degli zombi, riempiono lo schermo dal primo
allultimo fotogramma. Il film riscuote un inaspettato successo in Italia,
ma soprattutto allestero dové tuttora considerato un vero e
proprio cult-movie. Spinto dal successo, il regista romano si appresta a
realizzare (al pari di Romero) la sua personale trilogia sui morti viventi.
Paura nella città dei morti viventi esce nel 1980,
qualitativamente superiore al precedente, rappresenta lapice artistico di
Fulci. Le angoscianti atmosfere Lovecraftiane (la vicenda si svolge a Dunwich),
rese così reali dalle scenografie di Massimo Geleng e la brillante
fotografia di Sergio Salvati conferiscono al film unaura infernale che
sfocia nei devastanti effetti speciali di Giannetto De Rossi. Il suicidio di un
prete spalanca le porte dellinferno ed un armata di zombi invade la
cittadina maledetta di Dunwich, per liberarla dal male, i protagonisti saranno
costretti a scendere negli abissi infernali. Paura nella città dei
morti viventi vinse il premio del pubblico al Festival del cinema
Fantastico di Parigi (maggiore manifestazione Europea per il cinema horror).
Nel 1981 Fulci gira una versione moderna del Gatto nero di Poe. La
sceneggiatura di Black cat non è certo brillante, ma il
regista riesce ugualmente a rendere interessante un film poco valido per i
contenuti, grazie soprattutto alle inquietanti soggettive del felino.
Nello stesso anno Fulci conclude la
trilogia dei morti viventi con il suo capolavoro:
LAldilà. Il film racchiude tutto il cinema di Fulci,
disegnando una dimensione onirica e fantastica che si libera di qualsiasi
zavorra logica. La storia narra di un pittore considerato satanista e per tanto
giustiziato (crocifisso), nel 1927, dal popolo inferocito, dopo poco più
di mezzo secolo è giunta lora della vendetta...si aprono le porte
dellaldilà. Nel film abbondano le citazioni da Shining
a Inferno, ma Fulci riesce con grande maestria a svincolarsi dalla
copia, trasformando il tutto in una raffinata storia di fantasmi,
dove la dimensione mistica, i mondi ultraterreni sono i veri protagonisti della
vicenda. Il ritmo é così incalzante da impedire allo spettatore
di porsi delle domande sullo svolgersi della storia, domande a cui non
cé risposta, poiché non si può spiegare ciò
che non si conosce, Fulci dà uninterpretazione personale di come
potrebbe essere laldilà confezionando un poema macabro
retto esclusivamente dalla logica dellartista. Nello stesso anno Fulci
dirige Quella villa accanto al cimitero, girato nei pressi di
Boston. Il dr. Freudstein, mutatosi in un mostro orrendo a causa dei suoi
esperimenti sullimmortalità, semina il terrore in quella casa che
un tempo era stata sua e che adesso cela in cantina il suo macabro
nascondiglio. Il film, pur risultando meno splatter dei precedenti, è
indubbiamente il più angosciante della produzione di Fulci, le riprese,
quasi totalmente in interni, donano quellatmosfera claustrofobica che
imprigiona gli inconsapevoli protagonisti, destinati ad una morte atroce. Nel
1982 Fulci ritorna al thriller confezionando una brillante e tormentata vicenda
poliziesca. Lo squartatore di New York, pur avendo la struttura del
giallo, si segnala per la presenza di sconvolgenti scene di violenza immerse in
un ambiente ambiguo e vizioso. Fulci da ancora una volta prova della sua grande
preparazione tecnica e della sua geniale regia, simulando una ripresa in cui si
assiste ad un omicidio visto dallinterno del corpo della vittima. Lo
stesso anno, basato su di una mediocre sceneggiatura dirige Manhattan
Baby, che nonostante alcune invenzioni del regista rimane un film poco
riuscito, Fulci lo ricorda così: E un film che non ho mai
amato e che ho realizzato solo per rispettare un contratto....è un film
senza interesse..un incidente di percorso.
Nel 1983 esce Conquest un incursione nel
mondo della fantasy a seguito del successo di Conan il Barbaro di
Milius, Fulci dimostra, ancora una volta, di essere in grado di dirigere
qualsiasi genere di film, riuscendo oltretutto a personalizzarlo efficacemente.
Dopo lintermezzo fantascientifico de I guerrieri dellanno
2072 Fulci riprende il thriller con Murderock uccide a passo di
danza. Un giallo atipico per Fulci,
poco sangue e alla base la scia di successo lasciata in italia da Saranno
famosi. Da questo momento in poi Fulci comincia ad avere grossi problemi
con le produzioni non riuscendo a realizzare un film con un badget decente si
susseguono così una serie di film (Aenigma,
Zombi3, Sodomas ghost, Demonia,
Un gatto nel cervello) che pur avendo delle buone idee di partenza
risultano alla fine confusionari, con un cast non allaltezza e con
sceneggiature sempre più approssimative. Fulci soffriva in modo
particolare questa situazione, soprattutto lo snobbismo della critica nei suoi
confronti era ciò che lo feriva maggiormente. Nel 1995 si apre uno
spiraglio per la sua rivalutazione artistica, infatti Dario Argento decide di
produrre un film per la regia di Fulci. Il regista romano scrive il soggetto e
la sceneggiatura di Maschera Di Cera, ma sfortunatamente muore poco
prima dellinizio delle riprese affidate poi a Sergio Stivaletti addetto
agli effetti speciali. Ciò che appare evidente dalla visione dei film di
Lucio Fulci é il suo totale bisogno di fare cinema, di imprimere su
pellicola le proprie idee, i propri sogni. Le sue invenzioni, le sue trovate
rimarranno per sempre impresse nella mente di ogni appassionato di questo
genere, le storie portate da Fulci sul grande schermo presentano un alone di
macabra poesia che li rende unici, e che fa di lui un vero Autore.
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