Lavorare con molti soldi o ochissimi soldi è la
stessa cosa... è tutta una questione di saper raccontare una
storia.
 iglio di un insegnante di musica moderna
all'universita' eredita dal padre la passione per la musica. Dopo aver studiato
i classici della musica mette su un complesso rock, i Coup de
villes, riscuotendo un discreto successo nei panni di bassista-vocalist.
Oltre all'interesse per la musica Carpenter ha un'altra grande passione: i film
di fantascienza ed i western. Questo lo spinge ad iscriversi alla film
school, gira parecchi cortometraggi, e con "The resurrection of Bronco
Billy" di cui é autore del soggetto, della sceneggiatura e della musica
vince lOscar per il miglior soggetto. Nel 1970 progetta e realizza il suo
primo lungometraggio: "Dark Star" che presenta come saggio di diploma
concludendo il suo corso di studi. Il suo secondo film è anche il suo
primo film professionale: " Distretto13: le brigate della morte" e' un
claustrofobico western metropolitano. Arriva poi la svolta della sua carriera,
il film che darà unimpronta a tutta la sua produzione: "
Halloween, la notte delle streghe", film che realizza con un budget minimo, ma
che riscuote uno strepitoso successo con esso Carpenter traccia
lidentikit del serial killer inumano che sarà
destinato ad infestare le produzioni hollywoodiane fino ai giorni nostri.
Nel 1979 trionfa al Festival di Avoriaz con
"The fog" pellicola che riprende le atmosfere gotiche care alle produzioni
hammer e Corman, dando loro una collocazione moderna, insediando la paura
allinterno di un banco di nebbia, sconvolgendo così lidea
che la nebbia sia comprimaria nella storia e solo comparsa del male. Questo
successo lo avvicina alle grandi majors di Hollywood, così da poter
disporre di grandi mezzi e di numerosi collaboratori, ma vedendo un pò
più limitato il suo spirito ribelle dallingerenza della
produzione. "1997: fuga da New York" rappresenta la nuova chiave di lettura
(meglio definita in seguito da Blade runner) del cinema di
fantascienza ed allo stesso tempo é il film in cui appare più
evidente il tema fondamentale nel cinema di Carpenter: luomo che da solo
combatte contro un male dilagante. Il film diventa subito un cult-movie, il
personaggio principale interpretato da Kurt Russel (Jena Pliskenn)
entrerà nellimmaginario collettivo come il prototipo
delleroe moderno, mentre la vibrante colonna sonora (scritta dallo stesso
regista) rimbomberà nelle orecchie degli spettatori per parecchio tempo.
Nel 1982 il regista, diventato ormai famoso, corona un suo
vecchio sogno: realizzare la sua versione di La cosa da un altro
mondo un vecchio film di fantascienza anni 50 a lui particolarmente
caro. Gira " La cosa" , forse il suo film migliore, avvalendosi di curatissimi
e tuttora validi effetti speciali. Il seguente " Christine: la macchina
infernale", rappresenta una delle migliori trasposizioni cinematografiche di un
racconto di Stephen King, con il quale Carpenter
dimostra, ancora una volta, la
raffinatezza della sua forza narrativa. Seguono "Starman", una romantica favola
aliena e la divertente avventura di Grosso guaio a Chinatown, che
però non riscuote un grande successo di critica e di pubblico. Questo
diventa un pretesto per rompere i, già tesissimi, rapporti con le grandi
produzioni hollywoodiane. Rimane inattivo per qualche anno ritornando nel 1987
con una produzione indipendente a basso costo. "Il signore del male" é
un film forse un pò sottovalutato, in cui Carpenter fa esplodere la
propria rabbia (proprio questo rappresenta il limite del film), tornando
prepotentemente sui temi, che per motivi di tacita censura
hollywoodiana aveva dovuto camuffare nelle precedenti produzioni. Il male
é sempre più forte, talmente forte da sconvolgere la
realtà e da mettere in dubbio tutto ciò che nella vita di tutti i
giorni appare intoccabile. Lo stesso tema, razionalmente sviluppato e meglio
articolato é il protagonista assoluto del bellissimo " Essi vivono" in
cui la critica carpenteriana alla società americana tocca lapice
della sua efficacia. "Le Avventure di un uomo invisibile" (1992) , si segnala
per gli straordinari effetti digitali e in "Body bags. Corpi estranei", film ad
episodi co-diretto con Tobe Hooper, Carpenter si diverte a recitare una parte
insieme ad altri illustri colleghi: Craven, Raimi e Corman.
Nel 1994 esce "Il seme della follia" un
film in cui prevale lillogicita e la slegatura (voluta) della
sceneggiatura, questa scelta unita alle forti atmosfere Lovecraftiane rende la
pellicola molto particolare e gradevole, unico limite é rappresentato da
una sorta di confusione che scaturisce con levolversi della storia...come
se il controllo dellillogicità sia scappata di mano al regista.
Con "Il villaggio dei dannati" (1995) ritorna alla sua passione, i film di
fantascienza anni 50, ma stavolta loperazione remake non ha lo stesso
esito de La cosa. Il seguente film Fuga da Los Angeles
segna il ritorno di Jena Pliskenn, che non ha un
buon impatto sul pubblico, Carpenter più che un sequel realizza un
remake utilizzando le tecniche moderne, molte scene sono identiche al
precedente 1997: fuga da New York e lo storyboard segue la stessa
falsa riga. Da segnalare il finale, in cui un freddo e cinico Kurt Russel
spegne il mondo facendolo regredire alletà della
pietra. "Vampires" (1998) é un B-movie per eccellenza che per
definizione dello stesso regista ...non sono film meno costosi, buoni o
importanti, ma film il cui principale obiettivo sia intrattenere...
é una storia di vampiri atipica, un moderno western, con un gruppo di
spietati ammazzavampiri che ricorda molto lo stereotipo di bounty-killer degli
spaghetti-western. E un film gradevole da vedere, pieno dazione, con un
buon cast, una colonna sonora datmosfera, ma certo non il capolavoro di
Carpenter.
Per John Carpenter, più che per ogni altro, il cinema
horror é un mezzo despressione, uno strumento per trasmettere le
proprie emozioni allo spettatore non disdegnando di concedersi dei piccoli
spazi per far riflettere sulla condizione umana negli Stati Uniti. Nei suoi
film il protagonista é sempre distaccato dal contesto narrativo e si
ritrova solo a combattere con qualcosa di apparentemente invincibile; questa
figura rispecchia la personalità stessa di Carpenter, il suo disagio
giovanile dopo il trasferimento della sua famiglia nel sud degli Stati Uniti in
cui si ritrovò intrappolato da una una cultura che non gli apparteneva.
Qu esta sensazione venne amplificata dalla consapevolezza
della guerra, nata dai racconti dei genitori sul conflitto mondiale appena
terminato, consolidata dalla reale miaccia di un conflitto nucleare fino
allassurdità ed alla violenza del Vietnam. Questa
paura di essere coperti sotto una nube di morte ed il
boom del cinema fantascientifico degli anni 50-60 segna Carpenter come altri
suoi illustri colleghi (Joe Dante, David Cronenberg, David Lynch) spingendolo
verso una direzione espressiva a lui più congeniale e con la quale
riesce meglio ad esorcizzare le proprie paure. Attraverso questa filosofia ed
una cinematografia basata sui B-movie Carpenter é diventato uno dei
più grandi ed apprezzati autori del cinema horror. Il suo spirito
libero, indipendente a tratti anarchico ha trasmesso alle sue pellicole una
forza straordinaria, affiancata e sorretta dalla grande professionalità
e preparazione tecnica; Carpenter, infatti, é uno dei pochi che oltre
alla regia firma sceneggiatura, soggetto, a volte il montaggio, ma soprattutto
la musica. Da grande musicista qualé, John Carpenter ha firmato
delle bellissime colonne sonore, mai estranee alle immagini che commentano e di
grande effetto sonoro. Una mente poliedrica che ha realizzato alcune delle
pellicole destinate ad avere un posto donore nella storia del cinema.
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