Primo film di George Lucas di un certo spessore, e come qualche maligno (io) potrebbe sostenere pure l'ultimo degno di nota. Forte è stata la sensazione di scrivere, con questo film Lucas abbandona ogni velleità intrattenitiva scrollandosi l'epiteto di gran (per carità mai discusso in tal senso) confezionatore di balocchi, sperimentando tecniche di ripresa interessanti imperniate in un messaggio Sci-Fi d'estrema e sconcertante attualità. Peccato che poi, facendo mente locale, la data di realizzazione è antecedente a tutti i suoi lavori, che questo per l'appunto sia il suo primo operato da regista effettivo che questo film appaia più come una mosca bianca (e data la scenografia direi paragone più che azzeccato) perdendo col tempo il rapporto con lo spirito poetico e affacciandosi sempre più a quello degli spots pubblicitari (anche perchè tali reputi gli episodi della seconda trilogia, crocifiggetemi pure in sala mensa).
Partendo da un probabile spunto per il romanzo "il mondo nuovo" di Auxley, ne stravolge i temi scottanti (per l'epoca) del sesso promiscuo estremizzando un regime dittatoriale molto simile a quello di un programma sindacale scritto da un industriale della val padana. Il sesso è il male, l'amore è solo causa di infelicità (e fin qui dargli torto riesce difficile, magari qualche remora sul sesso però..) gli esseri umani devono solo pensare alla produzione economica in quanto tasselli di un unico organismo/organigramma civico e sociale per il loro arricchimento personale. Il tutto in una cornice bianco manicomio, in cui gli abitanti perennemente glabri e rasati (sia uomini che donne) vivono in una perenne apatia manipolati nei loro bisogni, impartendo fin dalla più tenera età comandi su cosa è giusto e cosa no. Gli elementi avariati, come ad esempio possessori di geni tendenti alla sessualità o all'intelligenza arbitraria dovranno essere eliminati per il bene dell'intera struttura sociale.
Uno di questi elementi avariati, tal Thx 1138 (si gli abitanti non possiedono nomi ma numeri in codice) con la complicità della sua compagna scoprirà non solo quanto il sesso non sia poi tanto malaccio, ma che forse l'amore, per quanto distruttivo sia può ancora far sentire un corpo umano qualcosa in più di un automa programmato.
Con un budget non di certo fenomenale se rapportato a quanto sarà in grado di spendere con gli anni, Giorgione Lucas produce una rara perla di pensiero metafisico, fantascienza e civile che ci si domanda, a posteriori, come sia potuto accadere. Probabilmente perchè la sceneggiatura era frutto di una tesi scolastica (in principio doveva trattarsi di un corto, ma il materiale buono e l'arrivo insperato di investimenti fecero aumentare le dimensioni del progetto) e quindi dovette spremersi le meningi in maniera lievemente superiore alla norma. Purtroppo gli scarsi introiti al botteghino, nonostante il film facesse incetta di premi su premi, non ripagarono tali sforzi. Non persosi d'animo, e accortosi comunque che Giorgino dietro la macchina da presa ci sapeva fare, riuscì a vendicarsi sfornando interminabili saghe aiutato dal suo amico di merende Spielberg (il regista non il carcere).
E tremando al pensiero di rivedere a breve la panza di Harrison Ford in Indiana Jones (trilogia che tra l'altro adoro) parte quarta, al pari del bistrattato e novello Adamo Thx 1138 cercheremo di non rassegnarci a questo monocromatico mondo in cerca della nostra via di fuga.