Roman Poloanski ed il Diavolo; Roman
Polanski e la tragedia. Chi meglio di lui avrebbe potuto cospargere di zolfo
una storia come questa? Chi meglio dell'uomo che visse in prima persona
l'efferato omicidio della moglie (la bellissima e sfortunata Sharon
Tate) ad opera della delittuosa congrega di Charles Manson avrebbe potuto
rendere così angosciante una sì squallida vicenda di follia
urbana? Lui, solo lui, nessun'altro che lui; il cineasta che prese a braccetto
l'insolito, il sotterfugio ed il cinismo sin dai tempi del suo primo film:
Cùl de Sac.
Molti stimati critici cinematografici
individuano in Rosemary's Baby l'apice della filmografia
Polanskiana e, personalmente, mi sento di condividere tale nomina.
L'arcinota vicenda del film narra della travagliata gravidanza di una madre (la
bravissima e tenera Mia Farrow) presa di mira da una setta di fanatici
adoratori del Demonio. Della trama non mi sento di svelare di più in
quanto, non essendo molto complessa, potrei risultare inopportunamente
rivelatore ai "miscredenti" che ancora non avessero visto la pellicola.
Analizzando nel dettaglio l'opera comincio
subito col mettere in guardia i famelici splatterofili del fatto che qui
di sangue, interiora e macellazioni varie non c'è traccia. Nessun
effetto speciale, nessun trucco da baraccone o trovate di cattivo gusto,
Rosemary's Baby si basa unicamente su una montagna di sinistra ed
impalpabile suspance. Il crescendo che il buon Roman ha architettato per
noi è di quelli che tolgono il fiato, che inchiodano alla sedia e di
quelli che, permettetemelo, sono andati ormai perduti nelle odierne
maxiproduzioni filo-demoniache (Angel's Heart? L'avvocato del
Diavolo?). Note di plauso vanno sicuramente tributate agli attori (Ruth
Gordon, la vecchina, vinse l'Oscar), alla colonna sonora e,
logicamente, alla macchina da presa, dietro la quale il piccolo (fisicamente
parlando) regista fa letteralmente faville. Notevole anche la sceneggiatura,
scritta, o meglio, adattata per lo schermo, (ricordo che il film è
tratto dall'omonimo bestseller di Ira Levin) dallo stesso
Polanski. In conclusione mi sento d'asserire che Rosemary's Baby va
oltre l'ottica del film horror e si stabilisce permanentemente nell'Olimpo dei
cinquanta film più belli del Secolo; scusate se è poco... Da
avere assolutamente.
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