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QUELLA VILLA ACCANTO AL CIMITERO


 
Conosciuto anche come:  The House by the Cemetery
Produzione:  Italia, 1981
Regia:  Lucio Fulci
Cast:  Catriona MacColl, Paolo Malco, Ania Pieroni, Giovanni Frezza
 


Fulci non si smentisce mai. Costruire film d'impatto su trame risibili (eccenzion fatta per i brillantissimi gialli Sette note in nero e Non si sevizia un paperino) sembra ormai diventata una costante del suo cinema. Anche questa volta, con un magnifico horror entrato ormai di diritto nei cult-movie del genere, il compianto regista fa leva sulle sue disturbate (e disturbanti) visioni, su tenebrose immagini oniriche, su tanta incontrastata follia e... nient'altro (ma v'assicuro che non è affatto poco...). Al diavolo le machiavelliche sceneggiature Argentiane, al diavolo le patinate storie da brivido d'oltreoceano e soprattutto al diavolo i compromessi: qui, signore e signori, siamo nell'incantato reame di Lucio! La vicenda ruota attorno ad un'allegra famigliola (babbo, mamma e figlioletto) trasferitasi per esigenze lavorative dalla metropoli alla campagna. La nuova dimora del simpatico trio è una sinistra villa, accanto alla quale, strano ma vero, si innalzano le lapidi di un lugubre cimitero.

Ben presto faranno la loro comparsa una strana (e saggia) bambina ed un'ambigua governante (i classici "elementi inquietanti ed estranei") che porteranno con loro un fardello di terribili guai... Nella fatiscente magione, infatti, abitò in tempi remoti un folle dottore di nome Freudstein (?!) conosciuto per i suoi infami esperimenti sul corpo umano... Il resto, come sempre, sta a voi scoprirlo. Fulci gioca magistralmente con l'irrequietezza sottile e la paura di ciò che non si conosce, confezionando un'opera d'assoluto cardiopalma. Non nascondo (e di certo non me ne vergogno) di aver provato una gelida stretta allo stomaco la prima volta che vidi Quella villa accanto al cimitero; forse sarò stato giovane ed impressionabile, forse no, fatto sta che questa pellicola riesce ad iniettare minuscoli germi di distillato terrore con la facilità con cui una lama arroventata penetra nel burro. Provare per credere.

Il buio, le scale, la cantina, la bimba, la signora senza volto, il fantasma (più o meno reale) di Freudstein, le bambole, il bagliore delle lapidi sotto la pallida luce lunare e tutti gli altri elementi che si utilizzerebbero per costruire un'affascinante ed orrendo mistero sono qui riuniti in una sarabanda esasperatamente paurosa ed adrenalinica. Le musiche del maestro Frizzi (davvero ispiratissimo) sono una scheletrica cascata di spettrali note assolutamente (c'è bisogno di dirlo?) azzeccata e gli effetti speciali di un (ancora una volta) grandissimo De Rossi contribuiscono a rendere quest'horror-movie un vero e proprio masterpiece della filmografia fulciana e non. Soggettivamente ritengo Quella villa accanto al cimitero il miglior horror del buon Lucio (addirittura al di sopra del comunque stupendo "L'Aldilà"). Oggettivamente: un grandissimo film.


 
Davide Rigamonti


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