Il termine OneeChanbara, derivato dalla fusione delle parole giapponesi onee-chan (donnina) e chanbara (lotta con spade), fu coniato nel 2004 dalla nipponica Tamsoft per lanciare l'omonimo videogame (inedito in Italia) per PS2, che conta ad oggi numerosi sequel ed una versione europea. La trama del gioco è piuttosto semplice: una ragazzina in bikini, boa di struzzo e cappello da cowboy, con la sua katana affetta allegramente migliaia di zombi lasciandosi alle spalle fiumi di sangue.
Il film, nato grazie al grande seguito di fans che la seminuda eroina (Aya) ha conquistato nel corso degli anni, non si distacca dallo stile del videogame e ne segue fedelmente l'iter narrativo.
L'azione procede infatti per livelli di difficoltà progressiva, fino a giungere al duello finale con il boss (la sorella minore Saki) che conclude il capitolo. La pellicola, purtroppo, patisce gli stessi difetti del gioco. Se all'inizio l'action può apparire accattivante ed innovativa, poco dopo si rivela lenta e ripetitiva, nonostante l'elevato numero di scontri (problema rilevabile in altre produzioni nipponiche come ad esempio Versus di Kitamura) e la tracotante abbondanza di FX digitali che la rendono un vero e proprio simulacro del game. Un plauso alla protagonista, la bella Eri Otoguro, che incarna fedelmente (anche nelle movenze) il suo doppione digitale. Vivamente consigliato al club dei “polpastrelli lisi”…dal joypad.
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